MAGGIE FOX e CHRIS WILSON – Reuters

Traduzione a cura di: Paola Mas

medicuUn altro fallimento dell’industria che ha fatto della malattia un mezzo di profitto. Il mio medico di base, che è anche un caro amico, mi ha raccontato che l’HMO (organizzazione privata di assistenza sanitaria) da cui era stato assunto gli ha richiesto di visitare 460 pazienti al mese, e per questo sta iniziando a detestare il suo lavoro. Questo gli causa molta ansia poiché, lavorando sotto pressione per molto tempo, ha paura di dimenticare qualcosa o di commettere degli errori, e la maggior parte dei suoi colleghi si sente esattamente come lui.
L’industria americana che ha fatto della malattia un mezzo di profitto è la prova di come gli interessi speciali prevalgano fino a sabotare di fatto l’interesse nazionale. Ecco come le società si autodistruggono.

WASHINGTON – Secondo un sondaggio diffuso martedì, i medici di base americani si sentono sovraccaricati dal lavoro e circa la metà di loro ha pianificato di ridurre il numero di pazienti da visitare o di abbandonare completamente il settore della medicina.

Inoltre, il 60% di 1200 medici generici non raccomanderebbe mai la carriera nel campo medico.

“L’intera cosa è ormai sfuggita di mano. Io sto progettando di andare in pensione anticipatamente, sebbene ami visitare i miei pazienti. Il mio lavoro è diventato troppo gravoso”, ha dichiarato uno dei medici citati dalla Physicians’ Foundation che ha condotto l’indagine.

La ricerca ha dimostrato che, mentre in America ci sono molti medici specialisti, quelli interni e quelli di famiglia che si stanno formando o che già svolgono la professione sono insufficienti.

La riforma dell’assistenza sanitaria è in cima alla lista delle priorità sia del Congresso che del nuovo presidente Barack Obama, e gruppi di medici stanno facendo pressioni affinché il loro carico di lavoro venga alleggerito e per restare in linea sui pagamenti sottoponendo il Medicare (assistenza statale medica e ospedaliera), il Medicaid (programma di assistenza finanziato dalla stato per contribuire a pagare le spese mediche e ospedaliere per i meno abbienti) e altri pazienti all’assicurazione sanitaria federale o statale.

La Physicians’ Foundation, fondata nel 2003 come parte di un accordo in un processo anti-racket tra medici, società mediche e l’assicuratore Aetna, Inc., ha spedito il sondaggio a 27.000 medici di base e a 50.000 specialisti praticanti.

I 12.000 che hanno risposto vanno considerati rappresentativi dei medici come un’unità, ha dichiarato il gruppo, con un margine di errore del circa 1%. Si è scoperto che il 78% di coloro che hanno risposto crede ci sia una carenza dei medici di base.

Più del 90% ha dichiarato che il tempo dedicato alle pratiche extra cliniche è aumentato negli ultimi tre anni, e per il 63% ciò significa che i medici dedicano sempre meno tempo ad ogni paziente.

L’11% ha affermato di stare progettando di andare in pensione anticipatamente e il 13% di essere alla ricerca di un lavoro che permetta di abbandonare l’assistenza attiva dei pazienti. Il 20% ha detto che ridurrà le visite e il 10% che inizierà a lavorare part-time.

Il 70% dei medici ha dichiarato di stare lavorando “al massimo delle possibilità umane” o di sentirsi sovraccaricato dal proprio lavoro.

Molti dei progetti sanitari proposti dai membri del Congresso, dagli assicuratori e dai gruppi di datori di lavoro, compreso quello di Obama, suggeriscono che le pratiche mediche in formato elettronico dovrebbero permettere di risparmiare molto tempo e di ridurre i costi.

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