Inquinati dalle onde
(articolo pubblicato su “Panorama” nel 1978)

sunsetTv, radio, radar, forni a microonde: le loro radiazioni possono far male.

Qualcuno l’ha definito “smog elettromagnetico”. È quello prodotto dai trasmettitori televisivi, stazioni radio, cavi ad alta tensione, radar, perfino forni a microonde e dai baracchini dei CB. Molti scienziati non lo considerano un rischio, ma, secondo altri, radio e microonde anche in piccole dosi, sono già un pericolo insidioso e invisibile, capace di causare diversi tipi di malattie o disturbi, dalla sterilità al cancro.

In aumento. Uno dei primi allarmi risale al 1976, quando si scoprì che i fasci di microonde puntati dai russi sull’ambasciata americana a Mosca avevano causato seri disturbi ad alcuni funzionari.

L’anno scorso (1977 n.d.r.) Paul Brodeur, un giornalista del New Yorker, sostenne nel suo libro The zapping of America che non solo la radiazione elettromagnetica è pericolosa, ma che esercito e industrie elettroniche avevano messo in atto una vera e propria congiura del silenzio su questi problemi.

Infine, nel marzo di quest’anno (1978 n.d.r.), una relazione ufficiale del Congresso americano concludeva che “ognuno è esposto continuamente a radiazioni (radio e microonde) … che sono ormai diventate un problema nazionale a causa del diffondersi e dei loro rischi potenziali per la salute pubblica”.

Che le dosi di radiazioni in circolazione stiano rapidamente aumentando è fuori dubbio. Negli Stati Uniti, per esempio, ci sono ormai più di 35 milioni di apparecchiature elettromagnetiche per usi industriali, nove milioni di trasmettitori radio e tv, decine di migliaia di radar e 60 mila chilometri di cavi elettrici ad alta tensione non interrati. I forni a microonde sono passati da 50 mila nel 1970 a oltre sei milioni, e il numero degli apparecchi CB sfiora oggi i 30 milioni.

“Se soltanto ottant’anni fa avessimo guardato la Terra dallo spazio con un telescopio sensibile alle microonde avremmo visto un disco nero” osserva il biofisico Allan Frey.

“Oggi invece ci apparirebbe qualcosa di fiammeggiante. Ormai ci siamo dentro fino al collo”.
Stabilire quali siano i danni reali di questa radiazione diffusa non è facile. A differenza della radioattività, che può uccidere un tessuto vivente in quanto vi induce trasformazioni chimiche, la radiazione elettromagnetica sembra avere come effetto principale quello di riscaldare le cellule. Alcuni, tuttavia, ritengono che i rischi possano essere anche di altra natura, come sembrano indicare alcuni dati di fatto. Fra questi, per esempio:

– l’aumento del numero dei casi di cancro e di infarto in Karelia, una desolata regione della Finlandia, in seguito all’entrata in funzione di un potente radar ai confini con l’Unione Sovietica;

– ricerche compiute in URSS e nell’Europa orientale che collegano bassi livelli di radiazioni a mal di testa , irritabilità, perdita della memoria e dell’appetito;

– danni cromosomici in cellule animali esposte a microonde e anormalità celebrali in embrioni irradiati;

– una serie di ricerche compiute da Andrew Marino, del Veterans Administration Hospital di Syracuse, Satati Uniti, sui cavi ad alta tensione.

“Proprio sotto i fili” dice Marino, “si osserva un ritardo nella crescita. A 100 – 150 metri vengono alterati la biochimica del sangue e l’elettroencefalogramma. A 300 metri è influenzato il comportamento, per esempio con un rallentamento dei riflessi”.

Non tutti gli scienziati, però, sono d’accordo sull’interpretazione di questi fatti. “Tutto può essere riconducibile agli effetti di un semplice riscaldamento del corpo”, dice Solomon Michaelson dell’università di Rochester. “Se l’organismo è molto caldo, la conseguenza più ovvia è un’alterazione della funzionalità cardiaca”.
Anche Janet Hearler, una delle prime ad occuparsi degli effetti delle radiazioni elettromagnetiche, mette in guardia contro una lettura troppo pessimistica dei risultati sperimentali: “non tutti gli effetti sono pericolosi. E poi, se si riuscisse a sostituire i raggi X con le microonde sarebbe un bel vantaggio per tutti “.

Leggerezze. Secondo Marino, la congiura del silenzio è un’invenzione di Brodeur: semplicemente, nessuno si è mai sognato di fare ricerche sulle radiazioni a basse dosi. “Ci sono stati errori e leggerezze” ammette Merril Eisenbud, della New York University. “Abbiamo sempre pensato che le microonde non sono pericolose perché non le abbiamo mai studiate da questo punto di vista”.

Intanto mentre il governo americano ha stanziato otto milioni di dollari per avviare un centinaio di studi, alcuni gruppi di cittadini si sono organizzati per opporsi all’installazione di nuove e più potenti apparecchiature. E almeno in due casi ci sono riusciti: a Portland è stata bloccata una nuova stazione televisiva, a Cape Cod un enorme radar dell’aviazione americana.

Articolo pubblicato da:
“Panorama” il 22 agosto 1978

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