a cura di Bentivoglio

Non c’è limite all’integralismo. In questi ultimi anni vediamo sempre più svilupparsi e crescere l’anticultura dell’integralismo. In tutti i settori. In tutti i campi della vita pubblica. Un pò in tutto il mondo.
L’integralismo in sé ha un qualcosa, piuttosto che di religioso, di fideistico. E non solo in ambito teologico. Spiace soprattutto ritrovarlo – e vederlo purtroppo prosperare – in ambiti cosiddetti “scientifici”.
Ancora più grave quando questi “scienziati”, troppo spesso disinformati, si arrogano il divin diritto di cospargere di … “ombre” il buon nome e la reputazione di persone serie, oneste, coscienziose e soprattutto rinomate proprio per qualità di questo genere.
Molti anni fa, furono trasmesse alcune trasmissioni di Piero Angela, tra i migliori divulgatori italiani, sui fenomeni paranormali e consimili. Tutte le persone oneste si rallegrarono che tale “Settore”, invaso da lestofanti e giocolieri di vario tipo, fosse trattato da un giornalista così valido e comunicativo. Ben presto, ahi noi, si notò che il taglio delle puntate televisive seguiva la linea già percorsa in America dal CSICOP (vedi articolo pubblicato su questo sito), che tendeva a cancellare la realtà di anni di studio e la stessa esistenza di “potenzialità anomale” della mente umana (vedi articolo di Ugo Moretti).

Dopo poco tempo nasce anche in Italia un “cuginetto carnale” dell’associazione americana: il CICAP, che lentamente sostenne l’aspetto negatorio.. Di norma uno scienziato si preoccupa di capire i fenomeni che lo circondano. Da quello che troppo spesso appare, alcuni “cicapisti”, No.

Questi si preoccupano soltanto di dimostrare che non è vero niente. Niente di niente. Non importa cosa, non importa come, non importa con quale metodologia. Non importa con quali uomini e mezzi. Non importa con quali autorità accademiche, nazionali ed internazionali. Questi “cicapisti” sono contenti così, per essi è sufficiente ringhiare che è tutto falso, che è tutta una frode, che sono tutti prestigiatori. D’altronde il CICAP di prestigiatori se ne intende, dal momento che ne assolda tra i più bravi per dimostrare che i fenomeni psichici non esistono. E già. Io ingaggio un mago degli effetti speciali, mi faccio girare un filmato in computer grafica con un’esplosione atomica, poi mostro il filmato così ottenuto insieme al relativo “backstage” e il gioco è fatto: La bomba atomica non esiste. È tutta una burla.
Noi siamo in grado di ricrearla quando vogliamo con un banalissimo trucco. Quindi la bomba atomica non è vera.E chi dice che è vera, chi afferma di aver visto un fungo atomico e di aver visto sparire città è un bugiardo o un ingenuo, vittima di una frode o – proprio al limite – di un’allucinazione (eventualmente collettiva, se i testimoni sono troppi). Questa è, “in soldoni ,” l’attività “scientifica” (!?) del CICAP.

Sentite cosa risponde a un raffazzonato scritto di un membro del CICAP la prof.ssa Macioti, docente di sociologia all’Università “La Sapienza” di Roma:

Macioti-Polidoro1

E’ possibile leggere la lettera in dettaglio

fotoA proposito de “L’illusione del paranormale” di Massimo Polidoro
Leggo solo ora, con un certo ritardo, alcune pagine dedicate da Massimo Polidoro a Umberto Di Grazia, pagine in cui tra l’altro si cita in nota un mio lavoro che riguarda lo stesso Di Grazia (“Fede, mistero, magia. Lettere a un sensitivo.” Bari, Dedalo, 1991). Una nota in cui si riporta, con una grafia inesatta, il mio cognome. Una inesattezza indicativa, perché la ritroviamo anche a proposito dei contenuti.

Secondo Polidoro, di cui purtroppo ignoro la preparazione e la collocazione professionale, la mia sarebbe sì una ricerca; ma, aggiunge, “non si tratta di esperimenti scientifici bensì di uno studio antropologico sulla credulità che circonda Di Grazia.”

Alcune osservazioni in merito si impongono, al di là della notazione sullo stravagante italiano (“una ricerca …ma non si tratta di esperimenti scientifici”):

1. Sarebbe interessante capire a partire da quale pulpito Polidoro dia patenti di scientificità o di mancata scientificità a una ricerca, a uno scritto. Dire: “non è scientifico” implica un atteggiamento quanto meno poco problematico che chiama in causa lo stesso assunto che si vorrebbe far passare. Mai come oggi la scientificità infatti si è avvicinata alla problematicità. Mai come oggi si cerca di evidenziare linee di tendenza, piuttosto che non ferree leggi casuali.

2. Saranno molto grati, immagino, gli antropologi culturali di questa contrapposizione tra esperimenti scientifici da una parte, studi antropologici dall’altra. Tanto più che a suo tempo il testo è stato presentato con parole lusinghiere dal compianto prof. Alfonso M. Di Nola, dal collega prof. Vittorio Lanternari. Per fortuna c’è un Polidoro in grado di richiamare all’ordine le scienze sociali.

3. Il mio quindi sarebbe “uno studio antropologico sulla credulità che circonda Di Grazia”. Non lo sapevo. Credevo di aver fatto un accurato studio su Di Grazia, condotto per più anni con il ricorso a varie tecniche di indagine (dall’osservazione scientifica all’intervista) e basato anche sull’esame di molte lettere a lui pervenute.

Mi sembrava se ne evincesse un’immagine interessante del Di Grazia, che invece di proporsi come un santone e di incoraggiare la dipendenza delle persone le spingeva all’autonomia, all’autoconsapevolezza, a cercare di raggiungere con i propri mezzi diversi equilibri, diversi punti di vista. Mi sembrava ne emergesse il quadro di un sensitivo stimato e apprezzato, che prendeva le distanze da ciarlatani e speculatori. Che, tra l’altro, non ha mai chiesto esborsi onerosi a quelli che a lui si sono rivolti per aiuto, come troppo spesso avviene. Un uomo che ha dedicato molto tempo agli altri, avendone in cambio attestati e riconoscimenti di stima, gratitudine, fiducia. Anche, a volte, da parte di organi istituzionali (v. forze di polizia, sovrintendenze alle Belle Arti ecc.).

Troppo spesso, purtroppo, improvvisati censori elargiscono ineffabili pareri apparentemente gravidi di saggezza e giudizi morali che si scoprono poi essere nulla più che incaute e poco fondate opzioni personali, basate su letture frettolose quando non inesistenti.

Maria Immacolata Macioti

Ma entriamo nei dettagli, non fermiamoci alla superficie. Facciamo un esempio.
Un certo Silvano Fuso, del CICAP, in una rubrica su un sito Internet risponde in qualità di “Esperto” ad uno spettatore abbastanza distratto del Maurizio Costanzo Show che ha visto una puntata del programma con ospite Umberto Di Grazia.
In questo sito
(http://www.vialattea.net/esperti/paranorm/codice.htm), l'”Esperto” pur dichiarando di non aver visto la puntata, non si risparmia dall’attribuire al Di Grazia affermazioni completamente stravolte nel senso, nella sostanza e nella forma. Come possa permettersi di parlare di cose che non conosce e che lui stesso non ha visto non ci è dato sapere (ma questo modus operandi è tipico del “Comitato”…), ciò nonostante si sente in diritto di (s)parlarne perché “L’ intuitivo” in questione si chiama Umberto Di Grazia ed è ben noto a chi si occupi di paranormale. Costui sostiene di essere un sensitivo, specializzato in archeologia paranormale, e ha più volte dichiarato di essere stato studiato, con esiti positivi, da diversi ricercatori di università di vari paesi. Tuttavia in tutta la letteratura scientifica non risulta traccia di tali studi.”

Quando si prendono certe posizioni e si sostengono certe tesi arbitrarie bisognerebbe prima di tutto documentarsi. Questo enciclopedico “Esperto”, che conosce (caso probabilmente unico al mondo, strano che non sia presente sul guinnes dei primati…) “tutta la letteratura scientifica”, evidentemente non si è informato. Se avesse mai provato a cercare traccia degli studi effettuati in ambito scientifico da e su Umberto Di Grazia ne avrebbe trovate eccome…
Per la questione dell’archeologia psichica vi rimandiamo alle numerose pagine di questo sito dedicate all’argomento (per saperne di più cliccate qui). Purtroppo per lui, l'”Esperto” prende ancora un’altra cantonata nel sottintendere malignamente che è il solo Di Grazia a dichiarare di essere stato studiato da diversi ricercatori di vari paesi. Se solo avesse fatto un giro per le pagine di questo sito, avrebbe raccolto le numerose testimonianze ed attestati di stima dei Ricercatori in questione.

letterashwartz

La lettera di Stephen Schwartz

Lettera di Stephan Schwartz
presidente del Mobius Group (in foto)

stephanCaro Umberto,

Nel guardare al tempo da te trascorso negli Stati Uniti, e alle ricerche che abbiamo fatto insieme, sono colpito dai tanti ricordi positivi.

In 15 anni da ricercatore, e da studioso di ricerche altrui, ho avuto il privilegio di esplorare il lavoro di molti sensitivi. Tra questi tu hai assunto una posizione primaria.

Non solo mi ha fatto piacere lavorare con te come persona, di cui ho grandemente rispettato il buon umore e la tolleranza, ma, come parapsicologo, sono molto impressionato dai tuoi risultati consistenti e di alta qualità.

È stato un vero piacere averti fatto partecipe del programma di ricerca del Mobius.

Guardo avanti a progetti futuri. Continuiamo a lavorare per posta, quando sei in Italia, e a pianificare la tua inclusione non appena potrà essere programmata nel BRAIN computer network.

Con tutti i migliori saluti, in attesa di vederti di nuovo al più presto.

Sinceramente,

13 September 1981

Stephan A. Schwartz

Presidente e Direttore delle Ricerche del Mobius Group di Los Angeles

Questa è la testimonianza, datata 1981,del Presidente e Direttore delle Ricerche del Mobius Group di Los Angeles, Stephan Schwartz.
Ricordiamo che il Mobius è stato uno dei più prestigiosi centri mondiali di ricerca dei fenomeni anomali e delle sue applicazioni pratiche. Diciamo questo perché ancora ci ricordiamo quando alcuni anni fa, sempre al Maurizio Costanzo Show, mentre Umberto Di Grazia snocciolava dati estratti dagli studi dell’Università di Princeton (gli studi più importanti ed autorevoli mai realizzati in materia) un paio di personaggi del CICAP presenti in sala ghignando e schernendo dicevano: “Princeton? Mai sentita.” “Non è scientifico” e così via. Tanto per avere un riferimento superficiale, stiamo parlando di un’università così misconosciuta ed irrilevante (dove ha insegnato un certo Einstein e un certo Pauli N.d.R.) da essere stata scelta da Giovanni Agnelli come sede degli studi per il proprio primogenito… Chi sarà l’ignorante?

FBruno1Il Professor Francesco Bruno (in foto) eminente criminologo, titolare della cattedra di Insegnamento di Psicopatologia forense – Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica parla così di Umberto Di Grazia:
“lo non so se Umberto Di Grazia sia o no capace di curare e guarire la gente con l’imposizione delle mani, ne’ tanto meno ritengo che egli sia la reincarnazione di un sacerdote etrusco; non l’ho mai visto sotto questi aspetti.

Ciò che so è che egli è un uomo profondamente razionale e del tutto normale, capace però di liberarsi dal giogo dei condizionamenti della logica e degli accadimenti comuni e di aver sviluppato una particolare sensibilità che, se opportunamente guidata, può fornire informazioni di rilevante interesse su avvenimenti già accaduti e nascosti e su avvenimenti non ancora accaduti.

Il metodo da lui usato è scientifico, perché basato su protocolli di ricerca e di sperimentazione scientificamente predisposti e sull’analisi statistica dei risultati. Io stesso in differenti occasioni ho avuto modo di saggiare la precisione descrittiva di alcune circostanze a lui non note riguardanti casi omicidiari di rilevante allarme sociale. Ho anche personalmente constatato la realizzazione di alcune premonizioni riguardanti avvenimenti delittuosi ed attentati terroristici successivamente accaduti.

Ritengo che Umberto Di Grazia sia sicuramente tra le persone più serie e più dotate che io abbia mai conosciuto e svolgo con lui una collaborazione che, da episodica, tende a divenire sempre più sistematica e sempre meglio basata su metodiche scientifiche e verificabili.” (clicca qui per il testo integrale)

lettera Brando Crespi

La lettera di Brando Crespi

BrandoCrespiE poi ancora le testimonianze di stima e le collaborazioni con personalità come Brando Crespi, o come il prof. Elmar Gruber della Facoltà di Psicologia ed Igiene Mentale dell’Università di Friburgo. Per non parlare delle collaborazioni fattive e continuative con il prof. Mario Bruschi del Dipartimento di Fisica dell’Università “La Sapienza” di Roma di cui pubblichiamo in questo stesso sito la documentazione completa dell’esperimento di “Acquisizione di Informazione Attraverso Canali Non Convenzionali“.

Di inesattezze, dettate probabilmente dalla non esatta conoscenza dei fatti, l'”Esperto” del CICAP di cui sopra ne sproloquia in abbondanza, tanto da attribuire a Di Grazia l’assunzione di paternità di scoperte da Di Grazia (cfr. registrazione video della trasmissione) semplicemente citate (nella fattispecie un lavoro compiuto sulla Bibbia. clicca qui per saperne di più. Infatti, l'”Esperto” così si esprime: “L’idea (…) non è frutto della mente del Di Grazia”. Il particolare che sfugge al nostro “Studioso” è che quelle scoperte, per certi versi strabilianti, venivano da Umberto Di Grazia, ripetiamo, semplicemente citate (del tipo: “Tizio ha scoperto questo” – “Caio dice quest’altro”). Ma all'”Esperto” cosa gliene importa? D’altra parte ognuno dà quello che ha dentro di sé!

Il punto non è incensare il Presidente dell’Istituto di Ricerca delle Coscienza.

Il punto è difendere quarant’anni di onesto e documentatissimo lavoro dalla barbarie di “Esperti” protervi e presuntuosi che si arrogano il diritto di attribuire patenti di liceità e “scientificità” in nome di un non ben identificato “amore per la verità” che troppo spesso si colora dei sinistri echi di una novella Santa Inquisizione.

Il punto è che non può essere permesso a persone che non abbiano autorevolezza in materia di esprimersi in modo sommario, su un lavoro e su una persona che della chiarezza, della trasparenza e dell’integerrima onestà ne fanno i valori dominanti. Una persona che non si è mai sottratta a sottoporsi a “veri” esperimenti scientifici, in varie parti del mondo (con team di esperti “veri”) anche a rischio della propria incolumità personale (vedi tracce dell’esperimento “Filippine” con il prof. Elmar Gruber), ma questa è una storia che rimarrà sempre parzialmente coperta. Naturalmente tralasciamo i vari e continui contatti con ricercatori (vedi Prof. Hans Bender, etc.) e i protocolli di otto anni di lavoro continuo con gruppi americani di cui ne conserviamo copia.
Ora ci rimane l’eterna domanda: perché troppo spesso certi personaggi oltrepassano i limiti del buongusto e del vivere civile?

Siamo contrari ai dogmi e agli integralismi di ogni tipo, questo lo diciamo spesso e lo ripetiamo adesso. Lo ribadiamo con forza.

Ma la domanda resta sempre la stessa.

Si tratta di Integralismo, ignoranza o malafede?

Per ulteriori approfondimenti:

La nascita del fondamentalismo

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