Nella prossima amministrazione assisteremo a forti pressioni politiche per riavviare l’industria nucleare e la “pulita” industria del carbone. Bisogna solo sperare che la ribellione popolare contro questo tipo di energia nucleare sarà sufficiente per dire basta a questa pazzia. Il vento e il sole possono fare di più, in modo migliore, più economico e senza sprechi. Ma è meglio essere preparati a fare sentire la propria voce.
Un ringraziamento a Ronlyn Osmond.
Stephan A. Schwartz

MICHAEL SAVAGE – The Indipendent

È stato considerato l’esempio per tutti i futuri reattori. Oggi si dedica sempre maggiore attenzione a questo angolo remoto del Nord Europa e non per il suo paesaggio. Nella parte finale di strada tortuosa, coperta da una foresta così densa, vi è un progetto edificativo che prima divenne una saga nazionale e ora riveste risonanza internazionale. Questo perché l’isola è il luogo maggiormente tormentato dal problema di Olkiluoto 3, il primo reattore nucleare costruito in Europa Occidentale da più di un decennio.

Olkiluoto 3 doveva rappresentare l’impianto per l’energia del XXI secolo, una sorta di dimora espositiva per l’industria nucleare. Un nuovo tipo di reattore che bandirebbe il fantasma di Chernobyl, rimarrebbe sicuro anche nel caso di un crollo nucleare e il suo rivestimento di acciaio riuscirebbe a sopportare anche un aeroplano che vi si schianterebbe contro. Soprattutto, produrrebbe una quantità enorme di energia economica e pulita per aiutare la Finlandia a venire incontro ai suoi obiettivi di gas serra di Kyoto.

Essendo la costruzione iniziata nel 2005, lo stesso progetto “il reattore pressurizzato europeo (EPR)” è stato scelto per un nuovo impianto a Flamanville, in Francia. Non è difficile vedere come l’EPR sia diventato la scelta europea per nuovi impianti nucleari. Il reattore Olkiluoto 3 può produrre il 10 % in più di elettricità di qualsiasi altro in Europa, mentre è del 4% più efficiente dei due reattori nucleari esistenti sul posto.

I fautori del progetto EPR insistono che i progetti renderanno più facile la rapida costruzione di reattori. Le sue caratteristiche di sicurezza sono anche le più avanzate mai messe a punto. Oltre ad essere protetto da un rivestimento di acciaio rinforzato, i suoi edifici principali sono anche protetti dai terremoti e spinte derivanti da esplosioni. Qualsiasi perdita radioattiva è bloccata dall’ambiente grazie a tre strati di protezione. Anche nel caso improbabile di uno scoppio nucleare, se dovessero fallire tutte le altre caratteristiche di sicurezza, il progetto EPR di Olkiluoto avrebbe la risposta. Il materiale radioattivo verrebbe condotto alla base del reattore, dove sarebbe isolato e trattato con un impianto di raffreddamento di emergenza.

Essendo il primo EPR ad essere costruito, il mondo ha cercato di capire se Olkiluoto 3 sarà davvero come si promette. In Britannia, l’EPR è uno di quattro progetti che concorrono a diventare regolatori. La società che vuole costruire qui un reattore simile, Areva, fa parte del consorzio che si è occupato della sfortunata costruzione di Olkiluoto 3, insieme all’altro socio Siemens.

Il nuovo progetto doveva consegnare qualcosa di completamente superiore ai due reattori esistenti di Olkiluoto, costruiti negli anni ’70. Ma molti componenti chiave hanno già dimostrato di non possedere adeguati livelli di sicurezza. Lo stesso consorzio che costruiva il reattore ha incontrato difficoltà a selezionare subappaltatori economici ed inesperti.

Il reattore, che ha una capacità di 1,600MW e che dovrebbe produrre energia entro il 2009, presente attualmente un ritardo di due anni rispetto al progetto. È davvero molto, senza considerare le perdite relative al tempo di produzione dell’elettricità. Dopo che il governo finlandese ha respinto le fonti di energia verde, risultate troppo care, molti finlandesi si sono ribellati.

La principale campagna di Greenpeace contro il progetto è culminata nella scalata delle gru da parte di uno dei protestanti lo scorso maggio. “La nostra protesta si basa sul fatto che tutte le promesse fatte in termini di sicurezza relativa all’energia nucleare sono state deluse”, afferma Lauri Myllyvirta, una delle persone che hanno sollevato la protesta. Il problema della sicurezza ci riguarda ma la protesta dipende anche dal fatto che era stato presentato come una fonte di energia economica e pulita. I ritardi ora costeranno ai finlandesi milioni di euro”.

Il primo problema di sicurezza più grande è giunto con la realizzazione del primo componente, la cui costruzione è stata ostacolata per due mesi a causa di una miscela non corretta. Ulteriori problemi si sono verificati con una nuova importante caratteristica di sicurezza, “il contenitore di acciaio progettato per contenere i materiali radioattivi in caso di incidenti e proteggere il reattore da minacce esterne”. Quando il contenitore fu terminato, si è scoperto avere una saldatura inadeguata, un progetto ormai superato oltre che danneggiato per il lungo inutilizzo. Si scoprì essere stato costruito da una società polacca specializzata più nella costruzione di navi da pesca che nella realizzazione dei componenti di impianti per l’energia nucleare. Questo tanto per citare i maggiori difetti di progettazione. Infine il regolatore nucleare finlandese aveva rilevato nell’intero progetto 1.700 “deviazioni di qualità”.

TVO, la società destinata a rendere operativo il nuovo reattore, ha condotto una battaglia per difendere la reputazione del reattore. Il suo vicepresidente senior, Anneli Nikula, insiste che i ritardi sono derivati dal fatto che la costruzione del reattore presenta “caratteristiche di sicurezza particolarmente esigenti”, come il ” core catcher” tecnologia che conserva il nucleo in caso di uno scoppio.

La preoccupazione dell’azienda è di dimostrare che i reattori sono sicuri. Anche quando il governo finlandese ha dato il permesso di portare avanti la realizzazione del reattore nel 2002, il popolo finlandese e i politici erano divisi: 107 a favore e 92 contrari. Nell’estate del 2006, sembrava che i finlandesi si fossero convinti a dare il loro sostegno all’energia nucleare. Ma in realtà, il sostegno pubblico era piuttosto debole.

L’interesse britannico per il progetto dell’EPR rimane forte. L’energia britannica, che è a capo di 7 delle stazioni nucleari britanniche, ha sostenuto di aver preso in considerazione il progetto dell’EPR, mentre l’azienda francese EDF ha inviato dei progetti per costruire un impianto EPR in Britannia. Si è persino unita con la ditta francese Areva, una delle società che ha curato la costruzione di Olkiluoto 3, per costruire il reattore. Si tratta di uno dei quattro progetti attualmente in gioco. Il ministero della salute e della sicurezza, il cui compito è di approvare il progetto dei nuovi impianti nucleari della Gran Bretagna, sostiene di essere consapevole degli argomenti presentati durante la costruzione di Olkiluoto 3. Attualmente “è troppo presto” per dire quale progetto potrà essere effettivamente realizzato. Tuttavia qualunque esso sia, Olkiluoto 3 rappresenta un potente avvertimento che la realizzazione della potenza nucleare resta uno degli affari maggiormente imprevedibili oltre notevolmente costosi.

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