SchwartzReport 19 ottobre 2008

Traduzione a cura di Paola Mas

La blanda alterazione provocata dall’incenso e il suo ruolo nelle religioni
MEREDITH SMALL , Human Nature Columnist – LiveScience

Educata in ambiente cattolico, ho trascorso gran parte della mia giovinezza in ginocchio dinanzi all’altare di una relchiesa, a inalare incenso. A ogni messa, il chierichetto porgeva l’incensiere di ottone al prete, che lo agitava in direzione dei fedeli in segno di benedizione, diffondendo il fumo nella mia direzione. In realtà, io e i miei genitori non sapevamo che, con quel gesto, il prete stava anche spargendo verso di me una droga dall’azione blandamente alterante.

L’incenso può avere un valore simbolico durante le cerimonie religiose ma ha anche, e non tanto casualmente, giocato un ruolo importante nel raccogliere proseliti. Un gruppo di neuroscienziati provenienti da tutto il mondo ha annunciato che uno dei componenti della resina ricavata dall’albero Boswellia, meglio noto come incenso (sì, la stessa sostanza portata a Gesù Bambino da uno dei Re Magi), è in grado di alleviare, attraverso un’azione biochimica, l’ansia nei gatti e presumibilmente anche negli uomini.

Sebbene la religione sia considerata solitamente una struttura puramente culturale, potrebbe avere anche delle profonde radici psicotrope.

Sociologi, filosofi e antropologi hanno sempre guardato oltre l’aspetto spirituale per spiegare le origini delle religioni organizzate e il perché del ruolo fondamentale che esse hanno ancora in tutte le società umane.

La religione è innanzi tutto legata al concetto di comunità. Diversamente dai gruppi che si formano secondo vincoli di sangue, essa ha sempre fatto sì che individui estranei collaborassero e dipendessero gli uni dagli altri. In questo senso, ha sempre funzionato come forza aggregatrice in grado di unire gli individui più disparati e incoraggiarli a comportarsi in modo cooperativo gli uni con gli altri.

L’appartenenza alla stessa religione dà anche un’identità comune a persone che spesso provengono da paesi e continenti diversi. Ovviamente, quello spirito di comunità è stato imposto alla gente anche per cambiarne l’identità, che lo si volesse o no.

Chiunque abbia assistito a un bris (circoncisione), a una Prima comunione o a un matrimonio sa che le cerimonie religiose, dal battesimo ai funerali, sono sempre servite a marcare i momenti di passaggio della vita di un essere umano, cosa che la gente ama fare.

In alcuni, la religione allevia l’ansia perché risponde a quelle domande che sembrano non trovare risposta circa la morte, la vita nell’aldilà e il perché del nostro essere al primo posto nel mondo. La religione può anche essere di conforto durante i periodi difficili, rappresentando un luogo in cui trovare la speranza quando i tempi non lo permettono. In altre parole, la religione è spesso essenziale per il nostro benessere psicologico.

Il biologo evolutivo David Sloan Wilson dell’Università di Binghamton e altri ricercatori hanno anche sottolineato che la religione può essere adattativa. Se la collaborazione e l’identità di gruppo aiutano gli individui durante la loro vita e si tramandano a livello genetico, allora la religione è importante dal punto di vista evolutivo, anche se siamo noi gli artefici della sua creazione.

La ricerca recente, pubblicata sul giornale on line FASEB Journal (Federation of American Societies for Experimental Biology, Federazione delle Società Americane per la Biologia Sperimentale) il 2 maggio, indica che la religione, o almeno molti rituali religiosi, potrebbe avere un’altra funzione evolutiva e biologica. Assieme al supporto di gruppo, l’identità collettiva e il luogo in cui pregare quando i tempi sono difficili, alcune religioni distribuiscono anche piccole quantità di droghe psicotrope che aiutano la mente a trovar pace.

Dopo aver inalato dell’incenso, i gatti posti in situazioni difficili, come l’immissione in una piscina, restano calmi, liberi dall’ansia. Quando si trovano dinanzi a un altare, anche le persone avvertono lo stesso senso di pace che deriva sia dalle parole confortanti del prete sia dal profumo intossicante e in grado di alterare le funzioni del cervello propri dell’incenso.

In un’epoca caratterizzata da continue ansie, le religioni dei miracoli non funzionano; esse sono sia culturali sia biologiche.

Karl Marx affermò che la religione organizzata è “l’oppio dei popoli”, intendendo che essa intorpidisce le menti umane e le induce al piacere, ma questa potrebbe essere una cosa tutt’altro che negativa.

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