dallo SchwartzReport dell’11 maggio 2011

Traduzione a cura della redazione di coscienza.org – Erica Dellago

Così tante occasioni perdute negli Stati Uniti, così tanti posti di lavoro che avrebbero potuto crearsi. E la legislatura della Florida sta cercando di approvare una legge il cui effetto sarebbe quello di spazzare via l’energia eolica dallo Stato.

Stephan A. Schwartz

Articolo originale: zepto

AMSTERDAM, 8 Maggio 2011 (Associated Press) – La Danimarca percepisce la quota maggiore delle sue entrate nazionali dalla produzione di mulini a vento e altre tecnologie pulite, e gli Stati Uniti stanno velocemente espandendo il settore delle tecnologie pulite. Ma nessun Paese può eguagliare il ritmo di crescita della Cina, secondo un nuovo rapporto.

La produzione cinese di tecnologie verdi è cresciuta di uno straordinario 77 percento annuo, secondo il rapporto commissionato dal World Wildlife Fund for Nature. Il rapporto è stato rilasciato Lunedì a un congresso del settore svoltosi ad Amsterdam.

“I cinesi hanno preso la decisione consapevole a livello politico di conquistare questo mercato e svilupparlo in modo aggressivo” ha detto Donald Pols, un economista dell’organizzazione.

La Danimarca, da tempo leader nel campo dell’energia eolica, trae il 3,1 percento del suo PIL dalla tecnologia delle energie rinnovabili e dall’efficienza energetica, sostiene il rapporto, con un valore complessivo di circa 6,5 miliardi di euro, o 9,4 miliardi di dollari americani.

La Cina è il maggior produttore in termini monetari, con un guadagno superiore a 44 miliardi di euro, ovvero l’1,4 percento del suo PIL.

Gli Stati Uniti si collocano al 17° posto nella produzione di tecnologie pulite con lo 0,3 percento del PIL, o 31,5 miliardi di euro, ma le società si stanno espandendo ad un tasso del 28 percento all’anno dal 2008.

“Gli Stati Uniti stanno crescendo notevolmente”, ha detto Pols, ma la loro crescita non è confrontabile con quella cinese.

“Quando parli con i cinesi, il cambiamento climatico non è una questione ideologica. E’ semplicemente un fatto della vita. Mentre noi discutiamo sul cambiamento climatico e sul passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio, il dibattito in Cina è concluso”, ha detto Pols. “Per loro si tratta di implementazione. E’ un settore in crescita, e loro vogliono conquistarlo”.

Il rapporto è stato preparato dalla Roland Berger Strategy Consultants, una società internazionale con sede in Germania. Ha raccolto dati su 38 Paesi da associazioni di energia, rapporti di banche e di brokeraggio, relazioni degli investitori, dalla International Energy Agency e altre fonti.

Ha misurato i guadagni della produzione di energie rinnovabili come biocarburanti, turbine eoliche e impianti termici, e della tecnologia dell’efficienza energetica come l’illuminazione a basso consumo energetico e l’isolamento.

“Le tecnologie pulite sono davvero in rapido aumento, ma dalla Cina proviene la quota maggiore di questa crescita”, ha detto Ward van den Berg, che ha raccolto e analizzato i dati per la società di consulenza.

Fino a poco tempo fa, la produzione cinese di celle solari era destinata al mercato dell’esportazione, ma ora i cinesi stanno facendo sistemi solari per il mercato domestico, come hanno fatto per diversi anni nel campo dell’energia eolica, ha detto Van den Berg.

Dopo Danimarca e Cina, gli altri Paesi tra i primi cinque produttori di tecnologie pulite, in termini di percentuale del PIL, sono Germania, Brasile e Lituania, dice il rapporto.