a cura di Mario Bruschi, Dipartimento di Fisica Università “La Sapienza”

di J. Horgan – Biblioteca Scientifica 26, Adelphi, 1998

Siamo forse arrivati al capolinea? La meravigliosa avventura della scienza è già finita dopo neanche 4 secoli? Non c’è veramente niente di nuovo e di importante da conoscere? Ma veramente sappiamo tutto (quello che vale la pena di sapere)? Queste domande e questo spirito aleggiano in effetti nel mondo scientifico e paradossalmente la “morte della scienza” sarebbe dovuta al troppo successo della medesima…
La “Teoria Standard” si è rivelata non pienamente soddisfacente dal punto di vista gnoseologico ma straordinariamente efficiente in pratica. Nuove teorie ‘rivoluzionarie’, come ad esempio la teoria delle supercorde, sono al di là di qualsiasi possibilità di controllo sperimentale e nell’immediato e, presumibilmente, per un lungo periodo nel futuro.
John Horgan, bravo giornalista scientifico, redattore per lungo tempo presso lo “Scientific American”, ha il merito di raccontarci questa crisi della scienza, settore per settore, non attraverso tesi astratte ma attraverso la viva voce dei protagonisti della scienza da lui personalmente conosciuti.
Abbiamo così un viaggio attraverso le idee ma anche i tic, le ambizioni, i preconcetti, le vicende personali dei più grandi e originali scienziati ed epistemologi contemporanei: da Gell-Mann a Hawking, da Wheeler a Prigogine, da Popper a Khun…
Alla fine del libro non troveremo comunque la “risposta” e nemmeno saremo così sicuri che “il progresso” sia finito (troppe volte anche nel recente passato chi aveva così pensato è stato preso in contropiede dalle sorprese dell’Universo…) . Libro comunque attualissimo e interessante; ricca la bibliografia finale (come sempre nella benemerita Serie Scientifica di Adelphi).

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