dallo SchwartzReport del 22 agosto 2011

Traduzione a cura della redazione di coscienza.org – Erica Dellago

Lentamente il governo giapponese è stato costretto ad ammettere ciò che i lettori dello SchwartzReport sanno da tempo. Ci sarà una vasta “dead zone” – andateci e morirete, se non subito, in seguito nel futuro di cancro. Per il Giappone, questo è un terzo evento nucleare auto-inflitto, e il suo effetto sulla psiche giapponese si è già dimostrato devastante. Per i villaggi e le città della zona non è solo una tragedia individuale ma collettiva. Il governo parla di decenni, la verità è che potrebbero essere secoli.

Stephan A. Schwartz

MARK WILLACY, Corrispondente Asia del Nord – Australian Broadcasting – Melbourne

fukushima

Aree sotto la prefettura di Fukushima sono state istituite zona “no-go” (proibita) dopo che uno tsunami ha distrutto una centrale nucleare locale.

Il governo giapponese dichiara che le aree altamente radioattive intorno alla falcidiata centrale nucleare di Fukushima rimarranno zona “no-go” per decenni dopo che l’impianto danneggiato sarà stabilizzato.

Le autorità dicono di aver pianificato lo stato di “arresto a freddo” dell’impianto nucleare colpito all’inizio del prossimo anno.

Ma con alcune aree in prossimità del complesso che continuano a mostrare elevati livelli di contaminazione radioattiva, il governo dice che inevitabilmente alcuni posti resteranno zona “no go”.

Il quotidiano giapponese The Daily Yomiuri riferisce che fonti governative hanno detto che potrebbero passare “diversi decenni” prima che la zona sia considerata sicura per entrarci.

Per la prima volta, il governo ha rilasciato dati che rivelano che molte comunità nel raggio di 20 chilometri dalla centrale hanno livelli di contaminazione fino a 500 volte superiori ai limiti di sicurezza.

La rilevazione delle radiazioni è stata effettuata in 50 località all’interno di un raggio di 20 km dalla centrale nucleare di Fukushima.

Basandosi su questi dati, il governo ha rilasciato stime della dose annuale di radiazioni alla quale sarebbero esposti i residenti.

Si è riscontrato che in una città, Okuma, la gente avrebbe assorbito una dose di 508 millisievert all’anno – 500 volte oltre il limite accettabile.

In oltre la metà delle località rilevate, era di 20 volte superiore al limite.

Yoshihisa Matsumoto, professore associato di radiobiologia del Tokyo Institute of Technology, sostiene che gli sforzi per bonificare l’area potrebbero probabilmente rivelarsi difficili.
I reattori di Fukushima fusi a marzo dopo il terremoto e lo tsunami che hanno ucciso decine di migliaia di persone hanno distrutto gli impianti di energia di riserva del sito.

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