The Guardian (U.K.)

Una ricerca su circa 19,000 finlandesi che avevano avuto un infarto ha dimostrato che coloro che bevevano acqua dura avevano meno possibilità di averne un altro. I ricercatori hanno scoperto anche che un incremento di 1 mg. di fluoro nell’acqua corrisponde ad una diminuzione del 3% di rischio di infarto. Al contrario la presenza di rame e ferro nell’acqua sembrano avere l’effetto opposto.

Per ogni unità di rame il rischio di infarto aumenta del 4%; per ogni unità di ferro aumenta del 10%.

Gli autori della ricerca dicono che comunque lo studio non era abbastanza grande da essere significativo a livello statistico e che sono necessarie più ricerche sull’acqua dura e sui minerali presenti in essa.

Nell’acqua dura c’è un’alta presenza di minerali disciolti quali calcio e magnesio. I ricercatori si sono concentrati nel misurare i livelli di calcio, magnesio, fluoro, ferro, rame, zinco, nitrati ed alluminio in 12.500 campioni di acqua di sorgente. I 19.000 soggetti esaminati sono di età compresa tra i 35-74 anni e tutti sono stati vittima di infarto.

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