dallo SchwartzReport del 21 agosto 2011

Traduzione a cura della redazione di coscienza.orgErica Dellago

E’ davvero molto difficile – penso a causa della credenza religiosa che vede gli esseri umani come un ordine superiore della creazione con dominio sulla terra – diventare consapevoli che in realtà siamo non solo mammiferi di ordine superiore che vivono sulla terra, ma siamo integrati all’interno della biosfera terrestre. Non mi aspetto che i Creazionisti possano crederci, ma tutto ciò è importante per quelli che credono nei fatti.

Stephan A. Schwartz

aurora

Tempesta magnetica dal Monte Megantic

YURI ZAITSEVSpace Daily / RIA Novosti del 29 maggio 2006
Tempesta magnetica dal Monte Megantic. Lo scorso sabato mattina, plasma proveniente dal Sole e detriti da una cometa sono entrati in collisione con il pianeta Terra provocando tempeste magnetiche e pioggia di meteore in un abbagliante spettacolo atmosferico. Il flusso di detriti dalla cometa Swift-Tuttle è previsto ogni anno, e molti osservatori avevano già pianificato di osservare il picco dell’annuale sciame meteorico delle Perseidi nelle ore buie dell’11/12 agosto. Ma le aurore simultanee, ampiamente segnalate, sono state scatenate dall’arrivo casuale di un qualcosa di molto meno prevedibile – un’espulsione di massa coronale solare.

Questa enorme bolla di plasma energetico è stata vista lasciare la superficie attiva del Sole il 9 agosto, giusto in tempo per raggiungere la Terra e disturbare il campo magnetico del pianeta innescando ampie aurore durante il picco di pioggia di meteoriti! Ispirato dallo spettacolo di luce cosmica, Sebastien Gauthier ha fotografato le pittoresche aurore sopra la teatrale cupola del Mount-Megantic Popular Observatory nel Quebec del Sud, in Canada. Scrutando tra le scintillanti luci del nord in alto sulla destra, sono visibili i brillanti Giove e la grande stella Aldebaran.
Immagine: Sebastien Gauthier

Da tempo è stato stabilito che le tempeste magnetiche non solo influiscono sulle prestazioni delle apparecchiature, disturbano le comunicazioni radio, oscurano i radar e distruggono i sistemi di radionavigazione, ma mettono anche in pericolo gli organismi viventi. Modificano il flusso sanguigno, soprattutto nei capillari, agiscono sulla pressione arteriosa, e aumentano l’adrenalina.
Ai giovani e alle persone in forma potrebbe non importare di meno, ma i più anziani possono avere problemi. Devono considerare lo stato della magnetosfera nei loro piani quotidiani.

Prima, le persone erano incollate alle previsioni meteorologiche. Ora sono ossessionate dalla situazione geomagnetica.
Ma cos’è una tempesta magnetica?
Poco dopo il lancio dei primi satelliti, l’umanità scoprì il vento solare – un flusso continuo di plasma caldo dalla corona solare. A una distanza di 10-12 raggi terrestri in direzione del Sole, dove l’energia del vento solare è pari a quella del campo magnetico terrestre, le particelle di vento solare cambiano la loro direzione, e circolano intorno alla Terra, formando un vuoto di plasma simile a una cometa – la magnetosfera.

Le dimensioni della sua struttura, sofisticata ma abbastanza stabile, dipendono dalla pressione del vento solare, e quindi, dall’attività solare.
La coda della magnetosfera, che si estende per centinaia di migliaia di chilometri in direzione opposta al Sole, accumula energia magnetica. Di tanto in tanto, essa viene rilasciata nelle esplosioni, che riscaldano il plasma, e creano potenti correnti elettriche (milioni di ampere). Quando tali esplosioni si susseguono, la magnetosfera si riempie fino a capienza di plasma caldo, mentre le sue correnti elettriche abbracciano l’intero spazio vicino alla Terra. Questi fenomeni sono indicati come tempeste magnetiche.
Il cuore e il sistema cardio-vascolare sono sempre stati considerati i principali bersagli biologici dell’attività geomagnetica. Tuttavia, è stato scoperto che i danni delle tempeste magnetiche sulla salute umana sono diversi. Gli esperti dell’Institute of Space Studies (Istituto di Studi Spaziali) dell’Accademia Russa delle Scienze (RAS), dell’Institute of Physics of the Earth (Istituto di Fisica della Terra) (RAS), e della Sechenov Moscow Medical Academy (Accademia Medica Sechenov di Mosca), hanno stabilito che il pericolo più grande scaturisce dalle micro variazioni del campo geomagnetico, che coincide con il battito cardiaco.
Si verificano in circa la metà di tutte le tempeste magnetiche, e sono più tipiche nel preludio di una tempesta con variazioni insignificanti del campo geomagnetico (per lo più colpiscono ad alta quota), e nella fase di recupero, quando il campo geomagnetico sta tornando alla normalità.

Statistiche mediche di Mosca dimostrano che il 70% di tutte le micro variazioni causate da disturbi geomagnetici sono accompagnate da un aumento fuori dalla norma dell’incidenza di attacchi cardiaci (una crescita del 13% circa), e di ictus (crescita del 7,5%).

I campi elettromagnetici a frequenza bassa e estremamente bassa destabilizzano il battito del cuore, portando ad una morte improvvisa o infarto. Gli esperti medici hanno finalmente spiegato il perché della forte incidenza degli attacchi cardiaci prima di una tempesta magnetica – perchè le micro variazioni iniziano 24 ore prima della tempesta.
“Abbiamo analizzato numerosi dati sul battito cardiaco dei cosmonauti di tutti gli equipaggi della Soyuz, e della maggior parte delle missioni verso la Stazione Mir e la International Space Station (Stazione Spaziale Internazionale)”, ha detto la Dottoressa Tamara Breus (Fisica e Matematica) dell’Istituto di Studi Spaziali dell’Accademia Russa delle Scienze, a capo di un gruppo di fisici e medici che studiano questo problema.
“Abbiamo sottoposto a esame 45 cosmonauti nelle fasi di atterraggio e di volo di durata diversa, mentre erano esposti a disturbi geomagnetici, e poi abbiamo esaminato gli stessi parametri in situazione neutra”, ha detto.
“L’influenza di una tempesta magnetica era evidente.

Era evidente nel cambiamento di pulsazione e di pressione sanguigna, nei disturbi vegetativi, nella riduzione della variabilità del battito cardiaco e della potenza delle ondulazioni respiratorie, e nello schema più irregolare del battito cardiaco. Gli effetti variavano a seconda della durata del volo e della capacità dei cosmonauti di adattarsi al nuovo ambiente”.
Secondo il parere della Dottoressa Breus, questi effetti erano la reazione del tono vascolare e del ritmo del battito cardiaco alle tempeste magnetiche.
E’ ovvio che la risposta di un sistema complesso come l’organismo umano ai fattori esterni dipende in gran parte dalle sue condizioni. Una tempesta magnetica non è pericolosa per le persone sane.
Ma i gruppi con condizioni biologiche instabili sono più a rischio.
Come le persone che soffrono di disturbi ischemici o di ipertensione, o i bambini con sistema di adattamento in processo di formazione.

I neonati sono particolarmente a rischio.
“Pensiamo che prevedere solo e semplicemente le tempeste sia controproducente perché la conseguenza è che la gente si spaventa” ha detto la Dottoressa Breus. “Ma le micro variazioni costanti sono una cosa del tutto diversa. E’ su queste che dovremmo concentrarci nella previsione dei disturbi geomagnetici”.
A che punto siamo con le previsioni?
Grazie alla ricerca, condotta sotto il programma globale di Interbol, gli scienziati comprendono meglio la natura delle connessioni causa-effetto nello spazio vicino e lontano, e ciò li aiuta a sviluppare metodi di previsione del tempo spaziale, cioè le variazioni di distanza e tempo dei parametri spaziali causati dall’attività solare.
Dal 1994, la Russia sta implementando il suo programma KORONAS (Comprehensive Orbital Near-Earth Monitoring of Solar Activity) con una serie di veicoli spaziali.

Il terzo satellite – KORONAS-Foton – sarà lanciato nell’ambito del programma nel 2007.
Il monitoraggio continuo del vento solare è fondamentale per le previsioni del tempo nello spazio. Nel prossimo futuro, i micro satelliti Chibis, sviluppati dall’Istituto di Studi Spaziali, lavoreranno a questo scopo nell’orbita bassa della ionosfera.
I veicoli spaziali di un altro progetto dell’Istituto – Resonans – effettueranno il monitoraggio nella magnetosfera interna e nelle fasce di radiazione.

Un altro satellite – probabilmente il Chibis stesso – rimarrà in alto – nel cosiddetto “punto di librazione” a una distanza di circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra.
In quel punto, le forze gravitazionali della Terra e il Sole sono sostanzialmente in equilibrio, e per questo motivo un veicolo spaziale potrebbe soffermarsi per lungo tempo vicino alla linea Sole-Terra, lungo la quale si spostano le dannose espulsioni di massa coronale solare, comunicando tempestivamente l’emergere di pericolose esplosioni solari.
Per ricevere un avviso ancor prima, un veicolo spaziale potrebbe essere allontanato ancor di più dalla Terra.

I ricercatori dell’Istituto di Studi Spaziali hanno sviluppato un progetto chiamato Klipper (da non confondersi con una nuova e riutilizzabile navicella spaziale pilotata russa), che prevede il posizionamento di micro satelliti a una distanza di 3 o 4 milioni di chilometri dalla Terra in direzione dell’esposizione del Sole.
Questa distanza è due volte più distante del punto di librazione. Una gravitazione “eccessiva” del Sole (rispetto al punto di librazione) sarà compensata dalla pressione della luce solare su una vela in fine rivestimento simil-metallico a bordo dei satelliti. In questo modo, i ricercatori saranno in grado di stabilizzare i satelliti in un certo punto nello spazio, o spostarli più vicino al Sole attraverso la gestione della vela riflettente.
In altre parole, manipoleranno i poteri riflettenti del materiale con cui è fatta.
Per esempio, se una fibra di cristalli liquidi è installata tra una sorgente di luce (il Sole in questo caso) e la vela, è possibile modificare la trasparenza della fibra mettendola sotto tensione elettrica (o rimuovendola).

I suoi poteri riflettenti potrebbero essere modificati dalla riflessione speculare fino all’assorbimento totale. Questo influenzerà la pressione della luce sulla vela, provocando un cambiamento nella direzione e velocità del movimento del satellite nello spazio.
Per una prospettiva più ampia, è stato progettato un progetto di ricerca solare a una distanza più vicina – Intergeliozond. Renderà possibile osservare le zone polari del Sole, invisibili dalla Terra.

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