SchwartzReport del 22.01.2008 – Traduzione a cura di Daniela Rita Mazzella

Sydney Morning-Herald (Australia)

Ottenere acqua pulita e potabile senza dispendio di energia è lo scopo degli scienziati tedeschi che stanno utilizzando i raggi solari per azionare piccoli impianti di trattamento dell’acqua per i paesi in via di sviluppo.

Il sistema è progettato per le zone aride dell’Africa e dell’Asia dove la mancanza di elettricità rende impossibile utilizzare grandi impianti industriali per la dissalazione dell’acqua marina, come quelli nel Medio Oriente.

“Le regioni dispongono di un’infrastruttura molto povera”. Molto spesso non c’è elettricità e così gli impianti di dissalazione fuori discussione”, sostiene Joachim Koschikowski “.

L’ingegnere e il suo gruppo all’Istituto Fraunhofer per Sistemi di Energia Solare (ISE) hanno sviluppato piccole unità decentrate con i propri dispositivi per l’alimentazione solare che possono trasformare l’acqua salata o salmastra in acqua potabile pura.

“I nostri impianti lavorano in base al principio di distillazione di membrana”, dice Koschikowski, paragonando la tecnologia con quella utilizzata per i tessuti respirabili e impermeabili, dove la membrana impedisce all’acqua piovana di penetrare fino alla pelle, permettendo invece al vapore acqueo di passare all’esterno.

“Nel nostro impianto, l’acqua salata è riscaldata e guidata lungo una membrana idrorepellente micro-porosa. L’acqua fresca potabile fluisce lungo l’altro lato della membrana “.

Il gradiente di pressione del vapore che deriva dalla differenza di temperatura fa in modo che parte dell’acqua salata evapori e attraversi la membrana.

“Il sale è lasciato indietro e il vapore acqueo si condensa”. Esso libera acqua pulita e priva di germi”, afferma Koschikowski “.

I ricercatori tedeschi hanno costruito finora due diversi sistemi, entrambi con il proprio rifornimento di energia.

“Il nostro compatto sistema per almeno 120 litri di acqua fresca al giorno è composto da sei metri quadrati di collettori solari termici, un piccolo modulo fotovoltaico per azionare una pompa e lo stesso modulo di dissalazione”.

D’altra parte, nel sistema a due circuiti numerosi moduli di dissalazione sono collegati in parallelo, facendo in modo che sia possibile trattare ogni giorno numerosi metri cubi di acqua.

Un metro cubo di acqua potabile, equivalente a 1.000 litri, costerà circa 10 euro.

“Quando si penserà davvero a quanto bisogna pagare attualmente per la stessa quantità di acqua imbottigliata o per le bibite analcoliche, allora l’impianto avrà successo velocemente”, sostiene Koschikowski.

Il suo istituto si sta occupando con notevole successo di progetti pilota sull’isola spagnola di Gran Canaria oltre che in Giordania.

I ricercatori prevedono di commercializzare gli impianti attraverso una società di second’ordine nota come SolarSpring a partire dalla metà del 2008.

Iscriviti alla Newsletter