Il testo pubblicato è la lettera di dimissioni del diplomatico degli Stati Uniti presso l’Ambasciata di Atene, John Brady Kiesling, indirizzata al Segretario di Stato Colin L. Powell.

(Ne presentiamo un estratto, ma vi suggerisco di leggere il testo integrale, forse risulterà un po’ ridondante, ma è pur sempre l’espressione di un’energia libera).

…”Scrivo per rassegnare le mie dimissioni da rappresentante degli US presso l’Ambasciata di Atene, con decorrenza dal 7 marzo.
Lo faccio con il cuore pesante. Il bagaglio della mia educazione includeva un forte senso di dovere nel fare qualcosa per il mio Paese, poterlo quindi servire nelle vesti di un diplomatico era per me un lavoro da sogno. Ero pagato per capire i differenti linguaggi e le culture di altri popoli, per formare diplomatici, politici, studenti e giornalisti, e per persuaderli che gli interessi degli Stati Uniti coincidevano perfettamente con i loro obiettivi.
La fede nel mio Paese e nei suoi valori sono state le armi più potenti del mio arsenale…. Ma il tipo di politica che ora ci viene chiesto di promuovere è incompatibile con gli stessi principi americani… Il privilegiare la burocrazia interna e gli interessi nazionali rispetto a quelli mondiali non è per niente nuovo e certamente non è una problematica unicamente americana, tuttavia non si vedeva una così sistematica distorsione dell’informazione ed una così metodica manipolazione dell’opinione pubblica dai tempi della guerra in Vietnam….
Questa Amministrazione ha deciso di fare del terrorismo uno strumento politico, infondendo una sproporzionata paura e confusione nella mente della gente, associando arbitrariamente il problema del terrorismo con l’Iraq … e nonostante ciò, dovremmo chiederci: come mai non siamo riusciti a convincere la maggior parte del mondo che una guerra all’Iraq è davvero necessaria?….
Rassegno le mie dimissioni perché ho fallito nel tentativo di riconciliare la mia coscienza con la mia abilità di rappresentare l’attuale Amministrazione degli Stati Uniti.