Uwe Schroder e Ernst Moritz Arndt di Greifswald hanno creato un prototipo di pila a combustione microbica, “catturando” l’energia prodotta “dall’Escherichia Coli” (un batterio). La capacità di tale batteria microbica arriva fino a 150 milliampere.

Molti microrganismi convertono zuccheri e altri carboidrati in alcool, acidi e CO2.
Questo processo di fermentazione degli zuccheri produce idrogeno. L’energia rilasciata dalla reazione dell’idrogeno con l’ossigeno genera elettricità ed è questo il sistema utilizzato da molte pile a combustibile, tipo quelle dei veicoli elettrici “ecologici”. Schroder e Moritz ritengono che il batterio E. coli, agisca come una vera e propria sorgente di idrogeno, ma l’energia che scaturisce da questa reazione è molto maggiore rispetto a quella che si ottiene attualmente partendo direttamente dall’idrogeno.
L’ipotesi è che i batteri alimentano direttamente gli elettroni agendo sull’anodo. Il progetto di ricerca prosegue.

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