Michelle Fay Cortez
Bloomberg

melanocyte4I ricercatori hanno impiegato 5 miliardi di cloni di una singola cellula immune per cancellare i segni del melanoma avanzato di un paziente per più di due anni, secondo una ricerca nel New England Journal of Medicine.

Copie di una cellula T CD4 antitumorale sono state coltivate in laboratorio, quindi utilizzate per attaccare il tumore di un paziente di 52 anni, afferma il rapporto. In precedenza gli scienziati avevano incontrato difficoltà nell’isolare e copiare cellule del sistema immunitario, hanno scritto i ricercatori nella relazione.

Quando l’uomo si è rivolto ai ricercatori presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center a Seattle evidenziava un melanoma recidivante che non rispondeva alle terapie chirurghiche. Quando il paziente ha ricevuto per due ore l’infusione di cellule del proprio sistema immunitario riprodotte in laboratorio, il tumore aveva raggiunto i polmoni e si era sviluppato, altresì, un linfonodo. Sessanta giorni dopo, tutti i segni della malattia erano scomparsi. I ricercatori hanno affermato che il tumore è regredito nei successivi due anni.

“Siamo stati sorpresi dagli effetti anti-tumore di queste cellule T CD4 e dalla durata della risposta” ha dichiarato Cassian Yee, l’autore degli esiti clinici e membro associato della divisione di ricerca clinica. “ In questo caso abbiamo avuto successo, ma avremmo bisogno di confermare l’efficacia della terapia in un più ampio studio.”

I ricercatori sostengono che siffatto approccio potrebbe consentire di lottare contro il cancro con metodi più sicuri e meno invasivi rispetto a quelli tradizionali chirurgici, radioterapici, chemioterapici e farmacologici. Se il nuovo approccio sarà confermato dagli studi clinici, potrà essere utilizzato per trattare il 25 per cento di tutti i pazienti nella fase avanzata del melanoma, in uno stadio della patologia paragonabile a quello oggetto di studio, ha affermato Yee.

E’ ancora vivo.

Il paziente non ha avuto sintomi cancerogeni nei successivi due anni ed ha chiesto di non essere contattato da altri ricercatori o dai media, ha dichiarato ieri Yee in un’intervista telefonica. Egli è ancora vivo e la malattia non è riapparsa, secondo Yee.

Altre otto persone hanno ricevuto il nuovo trattamento, fino ad un mese fa. Siffatta forma tumorale, ha detto Yee, che solitamente uccide le persone entro un anno, appare, invece, arrestarsi in alcuni dei pazienti oggetto del trattamento, anche se è troppo presto per dire se ciascuno in ciascuno di essi il tumore si arresterà come nel caso dell’uomo di cui sopra.

Il paziente non ha ricevuto alcun trattamento diverso da quello descritto, mediante la somministrazione di cellule T antitumorali clonate. Egli non ha assunto alcuna droga, farmaco, né è stato sottoposto ad altre terapie volte a preparare il suo corpo, hanno dichiarato i ricercatori. I pazienti affetti da cancro talvolta debbono sopportare trattamenti intensivi per condizionare i loro corpi ad una nuova terapia o per contribuire a prolungare gli effetti di quella in atto.

La regressione del tumore nasce dal trattamento.

Soltanto percentuali tra il 50 e il 75 delle cellule tumorali del paziente hanno prodotto l’antigene, bersaglio per il sistema immunitario creato in laboratorio. I ricercatori ritengono che la risposta immunitaria è stata innescata ed ampliata dal trattamento, il quale ha provocato la regressione di tutto il tumore.

“Durante la regressione del tumore, questo clone sembrava aver indotto le cellule T antitumorali del paziente a rispondere ad altri antigeni prodotti dal suo tumore” hanno concluso i ricercatori. “ Questi risultati sostenere ulteriori studi clinici.”

A più di 62000 persone negli Stati Uniti sarà diagnosticato il melanoma nel 2008, la più comune e letale forma di cancro della pelle, secondo la American Cancer Society. E sono quasi 8.500 i pazienti che morranno quest’anno di tale forma tumorale.

Tratto da Schwartzreport

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