Londra. Uno scienziato spiega i rimedi contenuti nel libro sacro

di PIER PAOLO PITTAU

Tratto da: “Il Messaggero” – del 12.12.89

LONDRA – Non c’e veramente nulla di nuovo sotto il sole secondo uno scienziato inglese, il dott John Gwilt. Nella Articolo_Bibbia_copertinaBibbia, ha detto nel corso di una conferenza tenuta presso l’Ordine dei farmacisti britannici, son già descritte tutte le malattie, comprese le più moderne, e i loro rimedi, alcuni accettabili, altri no. E nel libro sacro si parla del primo servizio sanitario nazionale e delle tecniche di rianimazione.

Vicepresidente di una industria farmaceutica britannica, il don. Gwilt ha condotto uno studio approfondito sulla Bibbia ed è fra l’altro giunto ad una conclusione in merito a Davide e Golia. Davide è uscito vittorioso dallo scontro con Golia perché questi soffriva di acromegalia, un tumore della pituitaria che slimola la produzione degli ormoni della crescita – da cui il gigantismo – ma che comprime i nervi ottici restringendo il campo visivo. Mantenendosi non di fronte, ma lateralmente al gigante, il piccolo Davide ebbe buon gioco.

Il dott. Gwilt ha anche individuato un equivalente biblico dell’Aids, «un morbo particolarmente virulento trasmesso sessualmente per il quale non c’era cura» che si era diffuso fra gli israeliti dopo che avevano avuto contatti con prostitute religiose moabite.

Mosè l’aveva combattuto con successo «sterminando i potenziali portatori della malattia», un trattamento secondo lo scienziato inglese, «oggi inaccettabile». Non cosi drastica la cura biblica per l’itterizia, «allume, croco e barbabietola messi a macerare nell’urina di asino». Funzionava, ma aveva un effetto collaterale, l’impotenza.

Senz’altro più piacevole la cura per l’ipotermia, la perdita di calore corporeo da cui l’anziano re Davide fu salvato quando gli misero insieme, al letto, una giovane sunnamita, Abishag.
Un primo esempio di servizio sanitario nazionale fu istituito dagli ebrei vaganti nel deserto.

Organizzato dai sacerdoti, prevedeva il divieto di bere il sangue degli animali, attraverso il quale avrebbero potuto essere propagate infezioni, le quarantene e l’isolamento dei soldati dopo la battaglia per un periodo di disinfezione.

Furono inoltre impartite norme dietetiche, come la raccomandazione a consumare pochi grassi animali, e istruzioni sull’uso dell’acqua. Nella Bibbia, ha aggiunto il dott. Gwilt, sono narrati casi in cui si fece ricorso a quello che «oggi e universalmente insegnato come un trattamento per il blocco cardiaco: sia Elia che Eliseo riuscirono a riportare in vita dei giovani con la respirazione bocca a bocca.

In quanto alle resurrezioni operate da Gesù Cristo, lo scienziato inglese esprime scetticismo.

I morti, forse, non erano tali, ma semplicemente in catalessi: «Fino a non molto tempo fa il rischio di essere sepolti vivi era una realtà».

Nel complesso, secondo Gwilt, i medici nella Bibbia non godono di buona stampa, e se poi le loro cure non avevano successo la pena che dovevano subire era l’amputazione di una mano.

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