Nella terra delle janare

Nella terra delle Janare


Nella terra delle Janare, di Antonio Emanuele Piedimonte
Edizioni Intramoenia Napoli, 2016 pp. 224

Janare, streghe, inciarmatrici, fattucchiere, fate, incantatrici, ma anche arcaiche divinità e terribili demoni femminili: un viaggio contemporaneo sulle tracce misteriche del passato, tra quello che è sopravvissuto ai danni del tempo e degli uomini.
Questo libro è uno scavo tra vecchi racconti scritti e orali, testimonianze, libri, articoli e materiali vari dai quali sono emerse antiche leggende, storie e tradizioni, fiabe magiche e cronache curiose.
Il risultato è un vademecum per guardare con occhi diversi l’Irpinia, il più appartato e misterioso tra i cantoni della Campania segreta. Il volume è una sorta di “percorso iniziatico” che non offre soluzioni ma vuole suscitare nuove domande e desideri, magari quello di mettersi in auto per andare a scoprire i 119 paesi irpini, tra paesaggi lunari, luoghi e fenomeni misteriosi.
Dall’inspiegabile teschio che si scorge nell’occhio della statua della Madonna di San Pompilio (che ha ispirato l’immagine di copertina) alla mummia di “Zi’ Vicienzo” a Bonito, passando per il castello del principe Carlo Gesualdo, le vestigia dell’antica Conza, l’infernale angolo della Mefite, l’insostenibile sguardo di Mamma Schiavona – ai piedi della quale si apre l’orto segreto di Virgilio Mago a Montevergine – e il mitico drago di Volturara.
Sulle tracce di santi, diavoli, angeli, orchi, fantasmi, lupi mannari, anime del Purgatorio e molto altro. Un pretesto in più per passeggiare tra le rovine di un passato avvolgente che cela arcaici messaggi e nessi da svelare seguendo le strade del simbolo e del mito, fino a lambire la soglia di quei luoghi junghiani “dove non si rimanda a cose note”.