Sarà installato alle Molinette di Torino, è stato progettato in California. Tra due anni l’applicazione terapeutica 
“Generatore a fusione nucleare distruggerà le cellule malate”

di Alberto Custodero

È stato installato a Torino il primo generatore al mondo di neutroni a fusione nucleare per la cura del cancro.

Fusione Si tratta di un cilindro di ceramica di 30 centimetri di diametro progettato e costruito dal laboratorio di Berkeley, in California, in collaborazione con l’Eurosea, l’ente di ricerca nel campo dell’ energia, dell’ ambiente e delle biotecnologie del quale fanno parte, fra l’altro, i Politecnici di Torino e Milano. Per poterlo esportate in Italia, i ricercatori californiani hanno dovuto ottenere uno speciale permesso dal ministero dell’industria Usa trattandosi di un prototipo contenente modernissime tecnologie a fusione nucleare.

Ora l’apparecchio, della grandezza di un televisore, si trova in un bunker dell’Istituto di Fisica di Torino ed ha già superato la prima fase di collaudo. Questa terapia neutronica è in grado di distruggere le cellule tumorali selettivamente, salvaguardando quelle sane, al contrario di quanto avviene con la chemioterapia o la radio terapia convenzionale :che possono danneggiare anche zone del corpo non malate. In prospettiva, sarà possibile rivoluzionare le terapie tradizionali e aprire nuovi scenari nella cura del cancro, soprattutto di tumori radio-resistenti come melanomi e glioblastomi.

Gli universitari di Pavia hanno già sperimentato tre anni fa con successo questa terapia sul tumore epatico: il fegato del malato è stato asportato, bombardato dai neutroni in un, piccolo reattore nucleare di ricerca, e poi reimpiantato. A Torino, terminato il periodo di sperimentazione, in particolare su cellule «in vitro», alla quale collaborano medici, fisici, chimici, ingegneri, il generatore verrà trasferito nei locali appositamente attrezzati presso l’ospedale oncologico San Giovanni Antica Sede, che fa parte dell’ azienda Molinette. E lì, se i risultati saranno positivi, potrà iniziare non prima di due anni l’applicazione terapeutica sui pazienti.

Ecco come funziona la cura anticancro a fusione nucleare. La prima fase della terapia consiste nel fare entrare nella cellula tumorale (attraverso un apposito farmaco) del boro. Questo elemento è come se fosse un’enorme calamita che attrae verso di se i neutroni, i quali, come proiettili, una volta che lo raggiungono, lo disintegrano. Nella sua «esplosione», viene anche distrutto il Dna della cellula tumorale destinata quindi a morire.

La principale difficoltà di questo processo terapeutico consiste proprio nella produzione di neutroni, finora generati in altre parti del mondo da reattori nucleari.

La caratteristica del macchinario prodotto a Berkley (finanziato principalmente dalla compagnia di San Paolo), consiste nel rovesciare lo schema, non più portando il malato in una centrale nucleare. Ma facendo entrare direttamente in ospedale il generatore di neutroni. Ecco come funziona il macchinario installato a Torino. Tutto ha iniziato da una banale onda radio che, indirizzata su un atomo di idrogeno, lo libera dagli elettroni e lo trasforma in ioni, dopo essere stati accelerati in un campo elettrico, vengono sparati contro una superficie di titanio. E’ qui che avviene la fusione nucleare che produce i neutroni.

Queste minuscole particelle, però viaggiano nell’ambiente quasi alla velocità della luce. Per rallentarle, vengono fatte passare attraverso una struttura «frenante» del peso di 18 tonnellate. A questo punto,i neutroni sono pronti per essere convogliati alla velocità giusta per bombardare il tumore, riconosciuto grazie alla presenza del boro.

Articolo estratto dal quotidiano “La Repubblica” del 11-01-2005

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