di Umberto di Grazia

StanislaoNievoStrano questo pomeriggio, amico mio, in una atmosfera indefinibile, profumata dalle gomme di auto triturate per ammorbidire il campo di pallone davanti casa mia, quei luoghi dove i genitori sognano urlando ai propri figli di dover essere dei campioni mentre corrono o si fermano, spesso per sempre, in uno spazio verde di erba di plastica.

Tutto ciò è parte di quello che hai ed abbiamo combattuto in tanti, amico mio, ma ora, oggi di un oggi, l’odore, più sgradevole per la calura umida, entra irrispettoso nei miei polmoni.

A fatica respiro mentre volo con la mente ai luoghi che ci hanno visti in ricerca di un segno che supera la vita, un graffito, un segnale per andare, per dire a noi stessi ed al prossimo di “messaggi” sottili che ci seguono, ci sostengono. Tu, amico, mi hai presentato la tua terra, i templi della “grande Madre” mentre io cercavo di farti conoscere ed amare anche l’Etruria tutta e ciò che portava oltre i limiti del “Sì e del No”.

Da circa un’ora è arrivata una telefonata veloce, una nostra amica diceva che tu non eri più qui ed ora, la tua “energia sottile” era oltre questo spazio-tempo.

Così l’odore del finto prato per il pallone è diventato più pungente e la mente è rimasta sospesa in un non tempo.. e poi.. frasi senza senso..mentre i ricordi di noi, i nostri giuramenti per il Sacro ed il Conoscere, per il capire anche per chi non ha tempo ne di vedere ne di sentire, si sono affogati per poi insorgere, a tratti, indecisi e caotici, per formare un suono che portava il tuo nome: ” Stanis”, ma per noi Croc, ed a stento sono rimasto senza far affiorare una lacrima umana.

Mi mancavi già prima, noi avevamo dei progetti, dei viaggi dell’anima, delle lotte mai abbandonate , mai tradite da nessuna promessa commerciale.

La mia parte umana soffre “Croc” e si sente derubata ed avrebbe voluto stringerti la mano sino ed oltre la fine.
Hai fatto il tuo passo più impegnativo e senza aspettarmi, senza darmi un segno, un urlo per agire, essere insieme ancora, lottare ancora una volta.

Le nostre visioni del femminile, la donna angelo e demone, il nostro sentire oltre il possesso e la ricerca continua di un rapporto a toni alti che tanto ci ha dato prendendosi oltre ogni misura , quasi tutto amico mio con un ignorante dolore infinito… sono anche essi parte del nostro patrimonio non distruttibile.

Abbiamo dei progetti “amico Groc” ed io li porterò avanti e nulla, neanche la prima morte umana, potrà impedircelo.

A presto amico Croc, io cercherò ancora, oltre il misurabile, oltre l’amore umano tradito.

Crocchignon

Umberto Di Grazia

Roma 15 luglio 2006

In ricordo dell’amico Stanislao Nievo vedi anche: “Inviato speciale alla ricerca di Sé” di Manuela Pompas