di Ugo Dèttore
tratto dal testo “L’altro Regno” edito da Bompiani nel 1973

Si da comunemente questo nome (in tedesco: spirito rumoroso) a un gruppo di fenomeni che avvengono in alcune case infestate. Bisogna però distinguere tra i fenomeni di vera infestazione e quelli di Poltergeist: i primi sono legati a un dato luogo, che può essere anche disabitato o i cui abitatori possono cambiare senza che i fenomeni subiscano alterazioni; i secondi sono legati a un dato ambiente solo in apparenza: in realtà, perché avvengano, è necessaria la presenza di una data persona, generalmente un ragazzo o una ragazza nell’età dello sviluppo, allontanata la quale i fenomeni non si manifestano più, per seguire, in genere, la persona stessa nel nuovo ambiente in cui si reca. La persona, perlomeno in un primo tempo, è ignara delle sue facoltà e non pensa minimamente a manifestarle.

I fenomeni sono di varia natura: rumori nei muri e nei mobili (v. raps), oggetti che si vuotano da soli, tazze, brocche e bicchieri che si infrangono al suolo, piogge di sassi, campanelli che squillano, fuochi che si accendono spontaneamente: in sostanza gli stessi che si producono nei casi di infestazione a eccezione delle apparizioni fantomatiche, che sono caratteristiche di quest’ultimo fenomeno. Quasi sempre hanno carattere intelligente, ossia si comportano come se fossero guidati in qualche modo da una mente: con i colpi nei muri e nei mobili si può talora intavolare un colloquio per mezzo della tipologia; gli oggetti che si spostano, talora con violenza, di rado colpiscono le persone, perlomeno in modo da ferirle, e, se lo fanno, sembra che abbiano voluto farlo espressamente, per punirle o offenderle.
I parapsicologi americani della scuola quantitativa (v. quantitativo, metodo) chiamano questo fenomeno “psicocinesi ricorrente spontanea” (Recurrent Spontaneous Psychokinesis) e lo indicano comunemente con la sigla RSPK.

Il Poltergeist è conosciuto fin dall’antichità: se ne parla in un libro cinese scritto un migliaio di anni fa; nel Medioevo e nelle epoche successive se ne trovano descrizioni in tutte le parti nel mondo; nel Seicento e nel Settecento erano comuni nelle case abitate dalle cosiddette streghe, molte delle quali pagarono con la vita le conseguenze di una manifestazione paranormale di cui non avevano certo alcuna colpa. Un caso tipico, evidentemente collegato con la presenza di una bambina di 11 anni, fu riferito,nel 1666,dal reverendo Joseph Glanvill, membro della Royal Society, in Inghilterra. Nel 1772, pure in Inghilterra, sono documentati i fenomeni avvenuti nella casa della signora Golding, collegati con la presenza di una giovane cameriera.

Già il celebre fisico francese J.F. Arago, nel 1846, dopo aver studiato il caso della giovinetta Angela Cottin, aveva supposto che i fenomeni fossero causati da un’energia invisibile sprigionata dalla fanciulla.
Negli ultimi anni del secolo scorso, Podmore notò che il Poltergeist si manifesta di regola in case dove vi sono ragazzi, e, molto semplicisticamente, ne trasse la conclusione che doveva trattarsi di scherzi da loro messi in atto per divertirsi alle spalle degli adulti. Ma ricercatori come William Barrett e Charles Richet dovettero riconoscere, circa nella stessa epoca, che perlomeno alcuni dei fenomeni non potevano in alcun modo attribuirsi ai supposti burloni e facevano pensare a una sorgente di energia psichica ancora sconosciuta. Fra gli studi più recenti è da ricordare quello condotto, con ogni rigore scientifico, da J.G. Pratt e W.G. Roll per incarico del Laboratorio di Parapsicologia della Duke University, nella casa del signor Herrmann a Seaford, studio che si concluse con il riconoscimento della veridicità dei fenomeni.

Lo psicoanalista Nandor Fodor ha sostenuto che l’energia psichica responsabile del fenomeno proviene dall’inquieto inconscio di giovanetti in un’età in cui maturano le prime esigenze sessuali e urtano contro inattese inibizioni; e questa teoria è accettata oggi da quasi tutti i metapsichisti. Fodor ha notato che il Poltergeist può anche essere provocato da adulti i quali portino con se turbe psichiche di carattere sessuale risalenti all’infanzia: egli studiò infatti una signora, violentata all’età di sette anni, che provocava imponenti fenomeni di questo genere. Di qui il carattere spesso malevolo del Poltergeist, che sembrava voler sfogare oscure ostilità e mettere in atto segrete vendette: manifestazioni tutte dei profondi attriti tra genitori e figli o dell’inconscio spirito vendicativo di un adulto che sia stato sessualmente offeso nella fanciullezza.
Anche Owen, tra i più recenti studiosi del fenomeno, conferma le affermazioni di Fodor.

In alcuni casi, tuttavia, il Poltergeist, anche se legato alla presenza di ragazzi, assume un aspetto più complesso e organico che lo avvicina all’infestazione vera e propria e ai fenomeni medianici di possessione. Il seguente episodio è riferito dalla celebre medium e studiosa di fenomeni paranormali Eileen Garrett, nel suo libro di memorie “Avventure nel soprannaturale” (Adventures in the Supernormal, 1943).
Nella casa di un ammiraglio inglese, che vi abitava con la moglie e i figli, uno dei quali adolescente, cominciarono a sentirsi rumori nell’armadio delle scarpe, le quali spesso, venivano trovate fuori posto. Poiché il ragazzo minore, in egual tempo, dava segni di nervosismo, fu mandato per qualche tempo in campagna e i fenomeni cessarono.

Fin qui abbiamo dunque un caso tipico di Poltergeist. Ma poco dopo le manifestazioni ripresero in modo più imponente: passi per le stanze, bicchieri e caraffe che, sotto gli occhi sbigottiti dell’ammiraglio, scivolavano lungo il tavolo e andavano a fracassarsi per terra. La Gerrett, interessata al caso, in stato di trance spiego, o credette di spiegare, il mistero di questi fenomeni: certo è che, in seguito alle sue comunicazioni medianiche, tutto tornò normale.

Ella si mise infatti, o fu come se si mettesse, in contatto con un fratello della madre dei ragazzi, morto due anni prima, il quale, per una improvvisa antipatia per la sorella, causata dalla sua malattia, aveva lasciato il suo ingente patrimonio non a lei ma a un lontano cugino. Vi era però un secondo testamento che il defunto voleva rivelare; dapprima aveva tentato di esprimere il suo desiderio spostando delle scarpe, poiché la sorella sapeva che egli era solito nascondere nelle scarpe i suoi scritti. Si era servito per questo della medianità del nipote più giovane, che era il suo prediletto. Ma, venuto meno questo tentativo, aveva continuato a produrre i fenomeni per attrarre l’attenzione della famiglia. In seguito a queste comunicazioni della Garrett fu cercato il secondo testamento, che venne trovato in uno stanzino; il cugino favorito dall’eredità, ricco di suo e colpito dalla stranezza dei fatti, restituì alla sorella del defunto l’intera sostanza e i fenomeni cessarono.

Il caso è difficilmente spiegabile perché non si vede con precisione chi potesse essere il medium dopo l’allontanamento del ragazzo, e come questa medianità, quale che ne sia stata l’origine, si sia integrata con quella della Garrett per giungere in modo coerente al fenomeno di chiaroveggenza che doveva portare alla scoperta del testamento. Tra le varie ipotesi possibili (ad esempio la medianità chiaroveggente della madre che influenza telepaticamente la Garrett) non sembra antiscientifico ammettere anche quella spiritista.


Articolo tratto dal testo “Super natura”
di Lyall Watson edizioni Rizzoli

manoterra1aUna cosa intangibile come la mente, che non è mai stata vista, valica il fossato tra il reale e l’irreal creando energia nervosa, la quale dirige l’energia muscolare, che muove gli oggetti fisici. C’è solo un passo per giungere da questa situazione alla psicocinetica, tutto quello che dobbiamo fare è riempire il vuoto all’altra estremità. I russi forse hanno fatto proprio questo.

La relazione tra corpo e mente è ancora un mistero totale.

Sir John Eccles, un grande neurofisiologo australiano, ha descritto il cervello come un sistema di «10.000 milioni di neuroni… momentaneamente in riposo vicino a una soglia di eccitabilità. E’ il tipo di macchina che uno spirito potrebbe operare, se uno spirito è anzitutto un agente la cui azione è sfuggila all’indagine degli strumenti più perfezionati» (92).
Questo spirito nella macchina della psicocinetica sembra essere stato scovalo dai sensibili stru­menti di Sergeyev e Kìrlian. Potrebbe anche essere lo stesso tipo dì “spirito” che i tedeschi chiamano poltergeist, lo spirito che fa rumore.

IL “POLTERGEIST”
Non mancano buone prove a proposito del poltergeist. molte delle quali fomite da scienziati scettici, poliziotti professionisti, e giornalisti sussiegosi. Il fenomeno è identico in tutto il mondo.
Gli oggetti cadono già dalle tavole, le lampadine si svitano da sole, i liquidi si intorbidano, si odono strani rumori, le pietre volano attraverso le finestre, e i rubinetti restano aperti. Questi “trucchi” apparentemente infantili sembrano spesso essere collegati con un bambino, o un adolescente, di solito una fanciulla nel momento della pubertà o in fase di difficile equilibrio emotivo (142). In un caso molto noto, una ragazza ventenne era agli inizi della sua vita coniugale.
Il legame delle attività poltergeist con una persona, piuttosto che con un luogo, è cruciale. Questo suggerisce che i fenomeni geofisici insoliti come un’alterazione locale di gravità abbiano una parte meno importante delle forze di origine psicologica (292).
Esiste un’area in cima al Songe Fjord in Norvegia e un’altra nel cratere vulcanico dì Kintamani a Bali, la cui ghiaia non è ancorata al suolo come dovrebbe. Ma ricerche come quella molto meticolosa di George Owen sulla poltergeist Sauchie, mostrano che quando la figura centrale in uno di questi casi si muove, allora il fenomeno si verifica immediatamente dopo (237).

Lo psicanalista Nandor Fodor ha descritto il poltergeist. come un «fascio di repressioni riflesse. (103). Se questo è vero, la proiezione è del tutto inconsapevole.
Potrebbe essere energia psicocinetica che si diffonde ciecamente, come il movimento di riflesso che fa rovesciare un bicchiere all’esplodere di un forte rumore. Ma talvolta le attività poltergeist mostrano un grado di intelligenza e di finalità, come le scritte sul muro, o come quando gli oggetti sono destinati a una persona particolare. In questi casi, l’attività PC potrebbe essere controllala a un livello inconscio più profondo, ma anche qui lo spirito non è tanto uno spirito quanto una manifestazione mentale.
Una delle caratteristiche comuni a tutte le attività poltergeist è che la gente raramente vede gli oggetti davvero in movimento, e, anche nei rari casi in cui li vedono non sono stato capace di reperire un solo resoconto di chi ha visto un oggetto incomincia­re a muoversi. Ciò potrebbe essere importante. In analisi di laboratorio condotte su persone comuni, gli effetti spesso non compaiono quando il soggetto sì concentra fortemente su di essi. ma appaiono spesso di colpo quando la loro attenzione viene distratta.
Le attività poltergeist si arrestano di frequente quando l’analizzatore giunge a esaminarle. Rhine descrive alcuni suoi stu­di come «tentativi di sviluppare una pellicola alla luce del sole». (275). Proprio come l’oscurità è un requisito essenziale per lo sviluppo delle fotografie, cosi la spontaneità sembra essere impor­tante per la PC. Le poche persone speciali che sono riuscite a cre­are effetti PC a volontà, fanno certamente parte di una categoria separata. Rhine conclude che la PC è «una capacità che funziona solamente in condizioni psicologiche limitatissime e viene facilmente inibita se queste condizioni sono sfavorevoli». … Nella maggior parte della gente essa è inibita continuamente.

Forse l’indicazione più utile che sia emersa finora da queste ricerche è la scoperta di Sergeyev che. durante la PC, il campo elettrostatico e il cuore e il cervello operano tutti a quattro cicli al secondo.
Si sa da tempo che il cervello di bambini molto piccoli ha una frequenza d’onda molto lenta. Elettrodi attaccati allo stomaco di una donna in stato avanzato di gravidanza hanno mostrato che un bambino non nato produce onde ancora più lente di tre cicli (delta) al secondo, le stesse onde che un adulto emette quando «dorme come un bambino».
Nei primi tre anni di vita i ritmi delta sono predominanti, e solo più tardi le pulsioni si accelerano fino a ritmi alfa della meditazione e ai ritmi ancora più veloci del pensiero complesso e del calcolo Dapprima si credette che i ritmi da quattro a sette cicli fossero solo ritmi di transizione fra i ritmi delta, che si arrestano a tre, e quelli alfa, che cominciano a otto cicli al secondo. E si pensava che queste strutture intermedie fossero caratteristiche soltanto dei bambini in fase di crescita, ma più tardi furono anche riscontrate, sotto certe condizioni, negli adulti, e furono denominate onde teta.

I ritmi teta iniziano nel talamo, la regione cervicale che sembra governare i fenomeni emotivi. Essi possono essere prodotti molto facilmente in un bambino portandogli via un dolce o un giocattolo e tenendogli fuori di portata. Essi possono essere prodotti con altrettanta facilità negli adulti offendendoli o umiliandoli.
In situazioni di laboratorio i ritmi teta sono spesso ottenuti con l’offrire al soggetto uno stimolo piacevole, come facendogli accarezzare la fronte da una bella ragazza, e poi improvvisamente mandarla via.
Appena cessa la sensazione piacevole, appaiono i ritmi teta, si agitano in un crescendo per qualche tempo, e poi scompaiono. La maggior parte degli adulti si abituano alle frequenti delusioni, e sopprimono molto in fretta i teta.
Nei bambini i ritmi persistono molto a lungo e portano spesso a scoppi di malumori e a una furia di distruzione.
E’ stato scoperto che gli adulti che sono soggetti ad attacchi incontrollabili di aggressione violenta hanno ritmi teta nelle loro onde cerebrali. Si tratta di un sintomo così caratteristico da essere stato usato come mezzo per scoprire questo tipo di psicopatico.

Così sembra che, da bambini, tutti abbiamo una tendenza naturale a reagire emozionalmente alla frustrazione attraverso certi atti di aggressione legati alle onde teta nel cervello. Sembra però che gli animali reagiscano nello stesso modo.
Hebb racconta di scimpanzè che sedevano quietamente per ore guardando una femmina in un’altra gabbia, e poi, appena la femmina si ritirava a dormine, mostravano un improvviso e violento scoppio d’ira accompagnato da Fenomeni tipici delle onde tela (144). Da bambini ci accendiamo nello stesso modo, ma da adulti impariamo a sopprimere i ritmi violenti. Il fatto che si tratti di un processo consapevole e deliberato è stato dimostrato in laboratorio da Walter, e in questi esperimenti l’ira veniva iniettata artificialmente esponendo i soggetti a una luce lampeggiante a ritmi teta, dai quattro ai sette cicli al secondo (335).
C’è una variazione molto grande fra gli individui a proposito del controllo da esercitare, e sembra che le persone di cattivo carattere siano spesso proprio coloro che non riescono a dominare le onde teta.

I manuali descrivono il comportamento dettato dai ritmi tela con parole come “intolleranza”, “egoismo”, “impazienza”, “sospetto” e “infantilismo”. Il che e un’ottima descrizione della maggior parte di poltergeist. E tentante fare paragoni tra i due fenomeni, e mostrare che l’azione poltergeist e legata nella maggior parte dei casi a individui che stanno attraversando periodi difficili della loro vita, nei quali ricaverebbero probabilmente un gran beneficio se si lasciassero andare al loro temperamento ma ormai essi sono troppo adulti perché questo sia un fatto socialmente accettabile.
Forse la frustrazione cresce fino a un punto tale che trova sollievo solo attraverso l’inconscio, in psicocinetica senza scopo come rompere una finestra e gettare le cose intorno.
Questa è soltanto un’ipotesi; non ho prove da offrire in favore di una simile teoria, ma esistono i resoconti della fisiologia di Nelya Mikhailova a cui far ricorso. Mentre gli effetti PC erano sotto osservazione, ella stava operando quasi esclusivamente su forti e autoprovocati ritmi teta. Il suo zucchero sanguigno e le misurazioni endocrine mostravano che era in uno stato di rabbia controllata. Forse queste sono proprio le condizioni che occorrono perché la PC possa comparire.

Nelle comunità di animali, gli alti livelli di aggressività spesso appaiono e conducono alla lotta, la quale è altamente stilizzata cosicché le emozioni possono essere espresse senza che nessun protagonista possa essere ferito gravemente. Ci sono regole, ma in certi casi le regole vengono infrante e un animale trova via libera allo spirito aggressivo. Questo accade quando due antilopi sono così evidentemente della stessa forza che nessuna cederà il passo: o quando due gabbiani si incontrano al limite dei loro rispettivi territori, dove nessuno dei due ha il diritto di precedenza.
Le tendenze antagonistiche a combattere e a fuggire sono portate in conflitto diretto fra di loro, ed esiste uno stallo, ma il livello emotivo è così alto che deve trovare uno sfogo altrove, e così avviene un «trasferimento di attività».
L’antilope può incominciare a grattare la gamba posteriore come se fosse improvvisamente diventata insopportabilmente pruriginosa, e il gabbiano può incominciare a tirarsi dietro dei fili d’erba come se fosse stato assalito da un imperioso desiderio di costruirsi immediatamente un nido. In tal modo l’aggressione repressa è espressa in un’azione di diverso genere. Forse questo è quanto avviene in psicocinesi.
Forse il livello di rabbia provocala dai teta è cosi alto e frustrante da venire canalizzato altrove, e invece di un uomo che da un calcio alla sedia, che sarebbe considerato fanciullesco e biasimevole, il suo inconscio costringe il campo di forza a farlo in sua vece.
In tutto questo permangono molti forse e molti interrogativi. Noi non abbiamo le risposte, ma una certe struttura sembra emergere ugualmente. È difficile trovare un posto logico nell’evoluzione biologica per la psicocinetica sotto il livello umano. In tutte le altre specie l’aggressione si esprime facilmente.
Soltanto nell’uomo esiste conflitto fra l’aggressione e la pressione sociale.
Solo nell’uomo il cervello si è talmente sviluppato da produrre una mente che elabora le proprie regole di comportamento e sopprime consciamente le strutture istintive che non riescono a seguire queste regole.
I bambini devono imparare questo, ma in un momento della loro vita in cui le pressioni su di essi sono particolarmente pesanti, è possibile che essi trovino uno sfogo inconscio.
Le poche persone che possono produrre effetti psicocinetici a volontà hanno probabilmente imparato a farlo portando a un livello cosciente questa attività sostitutiva. Forse, acquistando nuove conoscenze su noi stessi, un maggior numero di persone riuscirà a farlo egualmente bene.
Per ora sembra un po’ inutile sprecare energia e perdere un chilo ogni volta che dobbiamo separare un uovo. Possiamo fare cose del genere molto meglio con le nostre mani, ma questi “trucchi” PC possono essere giochi da bambini per una mente che è in grado di esercitare un vero controllo sulla materia.

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