dal sito di RaiNews24, articolo del 02 marzo 2010

Come Indiana Jones. Nella tomba di tre cavalieri sepolti con le loro spade sull’isola di Ilheu de Pintinha, al largo di Madeira, in un forte di Templari, è stato trovato in uno scrigno ornato che custodisce un chiodo.

Non un chiodo qualunque, per due motivi: risale a un’epoca compresa tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo ed è stato maneggiato da molte persone, come se fosse una reliquia.

Potrebbe trattarsi – anzi secondo l’archeologo Bryn Walters lo è – di uno dei chiodi con cui fu crocifisso Gesù. “L’epoca è quella – ha detto Walters al ‘Mirror’ – e il chiodo invece di essere arrugginito e macchiato, è lucido e ha gli angoli smussati, come se gli acidi del sudore di molte mani lo avessero preservato nei secoli. Segno che per qualcuno quel chiodo aveva molta importanza”.

Sulle tracce della Croce

Secondo la tradizione cristiana, la Vera Croce venne ritrovata a Gerusalemme nel IV secolo e ivi conservata fino al 1187, quando se ne persero le tracce dopo la conquista della Città Santa da parte di Saladino. In diversi luoghi tuttavia viene rivendicata l’autenticità di frammenti attribuiti alla Croce.

Il mito cristiano

Elena, la madre di Costantino, dopo aver trovato sul Calvario la croce di Cristo, aveva trasformato due dei chiodi in un morso per le briglie e in un elmo per il figlio. Con Ambrogio l’elmo diventa un diadema, la corona-simbolo degli imperatori romani cristiani. Il vescovo descrive il diadema d’oro e gemme, tenute insieme all’interno dal cerchio di ferro ottenuto col chiodo. Da qui due tradizioni: il Santo Chiodo custodito nel Duomo di Milano e la corona ferrea di Monza.

vedi inoltre gli articoli su: AGI News On, TGCOM e MyMovies.it

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