di Umberto Di Grazia

La “Y” è la ventiquattresima lettera dell’alfabeto, le cui origini lontane nell’ambito fenicio sono comuni alle lettere: u, v, w e nella lingua italiana compare solo nei latinismi e grecismi non adattati, mentre è usata correntemente in lingue straniere. Così cita il vocabolario Devoto-Oli, edizione Selezione dal Reader’s Digest che, tra l’altro, precisa: “L’uso della Y risale agli alfabeti” greci, nei quali ha assunto il valore della u con la dieresi ed è riapparsa in latino nel l° sec. A.C. per indicare la u dei grecismi, suono che era estraneo alla lingua latina. Nel MedioEvo il suo valore è soltanto grafico e, se si vuole, storico: rispetto alla pronuncia non si distingue dalla lettera i.

In matematica la y rappresenta un’incognita, una variabile, una coordinata, mentre nell’esoterismo assume un significato di grande importanza, specialmente secondo la Kabbalah scuola di pensiero filosofico e teosofico ebraica e sistema pratico talismatico e rituale. Essa studia il significato delle lettere e dei numeri attraverso i suoi tre aspetti detti: gematria notarikon e temurah. La gematria consiste nell’uso delle lettere come numeri e del vasto sistema interpretativo della numerologia che ne deriva; notarikon è la tecnica per creare nuove parole o frasi partendo dalle prime o dalle ultime lettere di un nome o di una frase, mentre temurah è un metodo per nascondere nomi sacri o testi, codificandoli o crittografandoli.

Come molte altre lingue, l’ebraico usa le lettere per indicare i numeri. I nomi con cui vengono chiamate le lettere hanno a loro volta un significato preciso, così si stabilisce immediatamente un sistema di corrispondenza tra i numeri e le cose, che vengono indicate con lo stesso termine che designa anche il numero. Per esempio, la lettera ebraica ‘aleph’ indica il numero 1 e la parola di per se stessa va tradotta letteralmente in bue (mucca), ma in senso figurato significa anche ricchezza.

E’ importante soprattutto rendersi conto del significato del suono, sia nel giudaismo, sia ,nella Kabbalah: l’universo venne creato per mezzo dell’articolazione del suono: “In principio era i Verbo…”. Pertanto le lettere e le parole sono molto più che semplici strumenti utili per la comunicazione; essi sono caricati dalla ‘forza’ elementare che ha fatto vivere l’intero insieme delle cose esistenti. Anche i Celti e i pitagorici credevano molto nell’efficacia della parola espressa e nella potenza della corretta pronuncia.

Le corrispondenze lettera-numero dell’alfabeto ebraico, secondo l’approfondito studio di John King, descritto nel suo libro “Kabbalah e Gematria, linguaggio segreto dei numeri”, edizioni Piemme, sono state riassunte in una serie di tabelle e i significati letterali di ciascuna parola sono meno importanti dei significati esoterici. Riportiamo i riferimenti riguardanti la lettera “Y” :

Nella Tabella di Gematria inversa dell’alfabeto inglese, sempre secondo il metodo di J.King, i n.12 è uguale alla j e alla y (come in yellow, “giallo”). Il 12, è alla base del sistema di calcolo ancora in uso per misurare il tempo: 12 mesi in un anno; 12 tribù di Israele nell’ Antico Testamento, 12 Apostoli nel Nuovo Testamento; l’inizio della terna pitagorica 11-60-61; il Mago dei Tarocchi; la quercia. Inoltre, a 12 anni dalla pubertà, Gesù iniziò a predicare nel Tempio d Gerusalemme.

Secondo il Liber Trigrammaton di Crowley, la Kabbalah inglese abbina alla Y il numero 7, in ebraico corrispondente alla lettera Zayin, scritto anche zain, che significa spada, bastone, più genericamente arma. In senso figurato rappresenta la difesa e ciò che viene difeso. Così come accade con tutti i tipi di mazze e bastoni, significa anche autorità, ivi compresa l’autorità religiosa. 117 è il numero dell’archetipo dell’eroe o del semidio nell’antica mitologia celtica.

La traduzione sanscrito-inglese dà alla Y il valore di 1 (nell’ebraico l’l corrisponde invece alla lettera aleph), con il significato di corona, ricchezza; in celtico rappresenta la nascita, mentre nella serie di Fibonacci rappresenta il roveto ardente visto da Mosè, l’uovo della creazione, la pietra filosofale ed ancora: creatività, androginia ed ermafroditismo (unione degli opposti o, per meglio dire, dei complementari), autorità, comando, isolamento.

La traduzione greco-inglese attribuisce alla Y (psi) il numero 700, creando in questo caso una connessione con la lettera Tau a cui è attribuito il valore di 701. Tau ha una forma fisica simile a quella delle croci usate per le crocefissioni, probabilmente anche quella di Gesù, che ritroviamo come emblema dei Cavalieri del Tau e di San Francesco.

Infine, al n. 10 corrisponde la jota greca e l’ebraico yod (Y), che significa la mano di Dio Esotericamente è il numero della perfezione.

Nella sua opera: “Mysterium Coniunctionis- Gli opposti psichici nell’alchimia”, 1971, per l’Italia edito da Boringhieri nel 1990, Cari Gustav Jung attribuisce alla “Y” il significato di Unione degli Opposti: maschile e femminile.

Secondo le varie scuole esoteriche, inoltre, La Y rappresenta:

1°: un grado o livello di iniziazione;

2°: l’uomo che elevandosi verso l’alto, attraverso la conoscenza, deve superare la visione dualistica (il cui simbolo è la Y) e acquisire il giusto distaccò per capire qual’è la strada da seguire;

3°: nel Cristianesimo è il simbolo di resurrezione; l’uomo attraverso la scintilla divina che è in lui supera i limiti della morte fisica

Il significato rituale della Y è antichissimo. Lo conferma anche la scoperta di un tempio fatta all’inizio degli anni Settanta a Torre Spadina-Capranica (VT), dal ricercatore Umberto D Grazia. Sulle pareti laterali di una camera, scavata nel banco tufaceo, sono profondamente
incise due grandi Y. Purtroppo il sito archeologico aspetta ancora di essere studiato, valorizzato e difeso, così come tutto il territorio intorno, per un perimetro di 3 chilometri, anche se fu tempestivamente denunciato da Di Grazia alla Soprintendenza per l’Etruria Meridionale quando era direttore Mario Moretti. Non si tratta, come sostenuto da qualche frettoloso giudizio, di una serie di tombe riadattate in epoca successiva (nella fossa votiva antistante, con uno scavo ufficiale, emersero reperti dal IV sec. a.C. al II sec. d.C.), ma di un luogo di culto come poterono vedere durante’ i lavori di pulitura della fossa, l’ispettore di Bassano, Moroni e l’archeologa Maddalena Andreussi, testimone per conto dell’allora ispettore di zona per la Soprintendenza, Proietti. Inoltre, nel terreno limitrofo, devastato da scavi clandestini , affioravano frammenti di manufatti molto più antichi (dal X al VII sec. a.C.).

Non mancarono le conferme autorevoli: “E’ un tempio atipico di un gruppo venuto, prima della civiltà etrusca, dal mare., Ne ho visto uno simile nell’isola di Ischia, passando attraverso la fenditura del muro ‘costruito in seguito dai romani, che nascondeva lo scavo originario, simile a questo di Torre Spadina.” Questo fu il commento, dopo il sopralluogo effettuato negli anni Settanta alla presenza di moltissimi testimoni, del noto archeologo Tram Than Tim dell’Università del Quebec. Seguirono altri esperti e altri sopralluoghi e passarono in molti a vedere il “Tempio delle Y” (tra questi, gli archeologi Von Hase, Alessandro Morandi ecc.) e tutti evidenziarono la tipicità e l’importanza del sito e del territorio. (1)

Note:

(1) – La storia del ritrovamento è pubblicata in: “Dimensione sogno” di Umberto Di Grazia, ed Parva-Favilla Editrice, Roma 1975, in “Universo Parallelo” di Umberto Di Grazia, Armenia Editore, Milano 1981 e in una seconda edizione: “L’altra dimensione”, Armenia Editore Milano 1983.

– Articoli e lettere ufficiali tra lo scopritore e la Soprintendenza per l’Etruria Meridionale consultabili sul sito Internet dell’Istituto di Ricerca della Coscienza: www.coscienza.org

– Pianta geografica dei siti scoperti

Indicazioni utili:

Che sorte spetta a chi segnala un reperto archeologico? Secondo il parere dell’esperto d archeologia psichica Umberto Di Grazia:

“Non contate su riconoscimenti di alcun tipo. Non esiste da noi una giusta politica culturale (e pensare che solo la regione Toscana supera come tesori artistici ed archeologici tutta la Francia!).

Il reperto archeologico dà fastidio, in primo luogo, al proprietario del terreno ed anche ai var esperti, soprattutto quelli locali. Essi sono d’accordo, ahimè, con gli archeologi che sostengono che è meglio non ‘portare alla luce più niente. Dobbiamo aspettare generazioni diverse, che forse avranno una più giusta coscienza. Questa è la mia storia di lotte, di burocrazia, di scippatori d idee, riguardo le mie scoperte archeologiche. Se scoprite o credete di avere scoperto qualcosa insistete e stimolate le varie Soprintendenze ad intervenire e datene notizia all’Istituto di Ricerca della Coscienza, attraverso questo sito Internet:
e-mail: redazione@coscienza.org

Vi suggeriamo di fare delle ricerche (e comunicarcene i risultati) anche sulla nascita fenicia-greca ecc. ed i significati reali, sovrapponibili, del segno grafico “Y”.

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