Di Umberto Di Grazia

Raramente ho letto un testo, con un contenuto pluridisciplinare, così ben messo e chiaro e che ti porta a comprendere come riuscire a ricostruire e a”leggere” la storia di un territorio.
E’ la sorpresa che gli autori, e piacevoli dicitori, hanno dato, sia verbalmente nell’incontro culturale a Villa Savorelli a Sutri il pomeriggio del 1° Luglio passato e sia scrivendo il testo, edito dalla Gangemi Editore: “Sutri Cristiana, archeologia, agiografia e territorio dal IV all’XI secolo d.C”.

Gli autori: Stefano Del Lungo, Vincenzo Fiocchi Nicolai, Eugenio Susi, hanno reso un prezioso contributo ad una terra che è per molti un riferimento per la memoria ed il nutrimento dell’anima.

E’ dagli anni 50 che cammino in quel territorio e cerco in ogni taglio di tufo o gioco di un torrente un silenzio creativo per la mia fantasia ed i miei più nascosti ricordi.
In queste terre, generose e che aspettano chi le ami da sempre, c’è un’atmosfera densa e la sua terra fa emergere, da sempre, le sue antiche testimonianze in un carosello di suoni sottili e reperti affioranti dopo ogni pioggia, in ogni solco provocato da un aratro o da una pianta che cresce.

Negli anni sessanta trovai, nel vicino bosco di Capo Ripa e nella zona, più vicina alla stazione di Capranica, di Trò Spadì, resti importantissimi d’insediamenti civili e religiosi databili, dai reperti affioranti o ricavati da uno scavo della Sopraintendenza dell’Etruria Meridionale, dall’ottavo secolo a.C. al secondo secolo d.C.

Il fatto più clamoroso e che leggendo il testo: FORMA ITALIAE, ”Carta archeologica d’Italia” di Gamurrini, Cozza, Pasqui, Mongarelli, a pagina 127 (il testo segnala tutti gli scavi ufficiali che sono stati effettuati nel territorio italiano e quelli di cui faccio riferimento sono della fine del 1800..), sotto la denominazione ”Castellaccio di Sutri” si legge: “…insediamento etrusco fortificato con tempio e statua di DIVINITA’ EGIZIA”.

Ma la traccia egizia si estende anche nella vicina necropoli di Barbarano Romano, arrivandoci dagli antichi percorsi è realmente raggiungibile in poco tempo, e segna, con i territori limitrofi (la zona di Civitella Cesi, San Giovenale ed in particolare l’entroterra della località:”il Sasso”) una linea continua d’insediamenti e tracce potenti e silenziose.

Al di là di una politica sul territorio d’osservazione e tutela e della difesa e ideazione dei parchi archeologici e degli itinerari naturalistici (non sarebbe male riattivare e rendere elettrica la vecchia ferrovia che partendo da Orte raggiungeva Civitavecchia e le vecchie zone minerarie della Tolfa…) dobbiamo portare nelle scuole e nella coscienza di chi abita in quelle zone, l’importanza del ritrovare e difendere la propria storia.

Personalmente, ed aiutato dalla mia particolare sensibilità, credo di aver dato molto in questo e le mie segnalazioni alle relative Soprintendenze Archeologiche sono una traccia indelebile dell’ostinazione di chi ama il proprio patrimonio storico.
Con una lettera con R/R del 10 settembre 1977 alle varie autorità competenti, segnalavo proprio nel territorio di Sutri, il ritrovamento egizio della fine del 1800 , la zona di Capo Ripa (dove ho trovato due insediamenti etruschi fortificati) e di Trò Spadì dove insigni studiosi, tra i quali il vietnamita Tran Tam Tinh, alla vista di quello che noi chiamiamo “Tempio delle Y”, dichiarava che era prezioso per la sua possibile ed arcaica origine e che doveva essere ”di un popolo venuto dal mare”.

Mi fermo qui ma le scoperte archeologiche , tutte segnalate alle relative autorità competenti (Carabinieri compresi per la presenza di scavi clandestini..) e presenti nel sito, aspettano da sempre di essere difese e studiate attentamente.

Ricordo alcune tra le più importanti scoperte e segnalazioni che nel prossimo futuro, se avremo una crescita di coscienza, saranno rese pubbliche e studiate:

Tutta la Roma sotterranea che va dai 35-40 metri ai 110 metri di profondità dall’attuale livello della strada ed in particolare la zona di Via Sicilia (una traversa di Via Veneto.. percorsa da me…e non solo da me..) a quasi sotto piazza Fiume ed a 105 metri di profondità. Il racconto fu pubblicato, con certe omissioni, sulla rivista culturale “Politica Romana” nel numero 3 del 1996, redatto con Andrea De Pascalis, dal titolo ”Roma arcaica e misteriosa”.

La città con porto, a circa 500 metri dalla riva ed in mare ed in direzione del “Fosso del Tellinaro” nella tenuta di Capocotta (Torvaianica) e nel limitrofo aeroporto di Pratica di Mare dove esisteva, oltre alle famose ville di epoca imperiale romana, una vasta città con porto che forse serviva anche alle popolazioni pre-romane delle zone di Frascati e lago di Nemi.

La città etrusca romana di circa tre chilometri d’estensione nell’entro terra della località “IL SASSO” ed andando verso il mare la zona di abitazioni del VII sec. a.C. e la zona dell tombe primitive con resti umani;

I resti dell’insediamento del periodo del bronzo ed in mare della città dell’isola di Ustica;

I resti di un porto nella località Campo di mare (faro di Ladispoli, RM);

Ritrovamenti di sepolture nel lago di Bracciano;

La zona pre-romana dominante l’attuale paese di Roccasinibalda (Rieti);

Il Tempio sotterraneo con una serie di locali e corridoi nella zona di San Giovenale-Civitella Cesi.

Questi luoghi mi sopravviveranno e, vista la lentezza dei ricercatori ufficiali, saranno conosciuti in un futuro non definibile e che mi auguro di persone migliori che cercheranno i reali contenuti per dichiarare di vivere ed essere vivi.

Foto Marisa Menna

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