di Marisa Menna

L’Imperatore nei Tarocchi viene chiamato anche il Principe di questo Mondo. Regna sul concreto e su tutto ciò che è materiale. Nella carta viene raffigurato un uomo seduto sicuro sul suo trono che volge il corpo e lo sguardo verso un’unica direzione, braccia che dispongono ordini e gambe incrociate a forma di quattro, cifra che richiama anche il numero della carta, non a caso.
Per comprenderla pienamente, come per ogni carta che ritrae una figura umana, è molto utile che sperimentiamo su noi stessi la posizione che ha il personaggio della lama. Dopo aver come sempre studiato e approfondito la parte simbolica e i riferimenti che ne scaturiscono, possiamo prenderci del tempo da dedicare a noi stessi: in silenzio da soli insieme alla carta, restando seduti nella stessa posizione che ha il personaggio raffigurato, osservando la carta da vari punti di vista per comprenderla meglio e studiarne bene i disegni e le linee.

Simbologia della carta

L’Imperatore rappresenta l’Iniziato e nello stesso tempo l’Iniziatore.
Le iniziazioni, ovvero le ammissioni nell’ambito di una certa conoscenza, sono sempre avvenute in foreste, caverne o in luoghi che richiamano elementi come l’oscurità, perché le tenebre sono simbolo della morte iniziatica.
Tra la morte iniziatica e la rinascita iniziatica non può esservi sospensione di continuità, non ci si può fermare, deve avvenire il tutto seguendo un ritmo ben preciso che viene dato da una sincronia di fatti. Nessuna interruzione quindi altrimenti il neofita “morirebbe”.
Questo rispetto dei tempi, la cadenza e la fluidità di certi movimenti sono una parte di ciò che nella Tradizione viene chiamato Rito, e che se rispettato e svolto nel modo corretto (insieme ad altri elementi e conoscenze) può farci avvicinare al Sacro.
L’uomo moderno ha desacralizzato ogni aspetto della propria vita e ha nascosto il suo sacro nella parte più profonda del proprio essere.
Anche la psicanalisi, seguendo questo discorso, ha una sua fase iniziatica: il paziente deve scendere nella parte più profonda del proprio sé, deve riconoscere, accettare e vincere con i propri traumi e sciogliere i propri nodi per risalire verso la luce.
Questa carta richiama la scienza reale deduttiva, la matematica, l’analisi, le scienze esatte applicate a tutto ciò che è concreto.
Osserviamo bene le sue linee: il personaggio ha le gambe incrociate che formano un quattro, numero che richiama il quadrato simbolo della materia, la croce a 4 punte (svastica) ed anche la base della piramide, base che poi salendo si trasforma in un triangolo e ci porta verso la luce della Conoscenza.
L’imperatore ha l’imponenza di un capo e di un’autorità.
Ovunque nella carta è presente il color oro che richiama l’intelligenza e la sacralità, questo vuol dire che la Natura e il Creato non saranno più gli stessi per l’iniziato, tutto assumerà una sacralizzazione cosmica. L’iniziato si è spogliato del suo ego umano: l’abito blu che indossa esprime il mistero, l’istinto e il desiderio, tutti sentimenti terreni. L’uomo comune è soggetto alle tentazioni terrene, l’Imperatore va oltre queste tentazioni perché le supera, ha raggiunto un certo grado di conoscenza e sa di cosa può fare a meno.
La posizione a gambe incrociate richiama il numero 4 come figura richiama anche un triangolo con una croce, simbolo alchemico dello zolfo.
Ai suoi piedi c’è uno scudo con un aquila reale. Sulla sommità dello scettro in molte illustrazioni troviamo il globo terrestre con una croce a raffigurare i quattro elementi; è impugnato con la mano destra quella dell’azione. L’imperatore è consapevole dei suoi poteri e della sua autorità ed è pronto ad agire.
Il colore rosso abbastanza diffuso nei disegni sta a significare che deve mantenere inalterato il suo dominio e lavorare ogni giorno per ampliarlo.
L’iniziato non può sottrarsi all’appuntamento con se stesso, ampliare il suo dominio significa non fermarsi con la conoscenza e con lo sperimentare se stesso.
Per Oswald Wirth l’Imperatore è il sovrano tenebroso degli Inferi.
La sua figura, rinnovata rispetto al tarocco di Marsiglia, simula il triangolo alchemico.
Il suo trono è un Cubo d’oro, è un trono che non può essere rovesciato, la sua stabilità deriva dalla forma geometrica attribuita dagli Alchimisti alla Pietra Filosofale. Gli Annunaki, spiriti infernali che giudicano i morti e stabiliscono il destino dei vivi, siedono su cubi d’oro al centro dell’inferno caldeo sul quale spicca un’aquila nera che contrasta con lo stemma dell’Imperatrice.
La collana è appositamente a forma di treccia per non allentarsi e per ricordare che gli impegni non devono subire rinvii, gli impegni sono delle promesse con se stessi e devono essere rispettate.
In cima all’elmo troviamo 4 triangoli d’oro che indicano la realizzazione di tutti e quattro gli elementi.
Nel suo fare il personaggio ha disciplina e metodo.
Ai piedi c’è un tulipano fiorito, lo stesso che troviamo nella prima carta del Bagatto in cui era ancora un bocciolo: l’iniziato si sta elevando ed è premiato per la sua crescita. Nel ciclo dei tarocchi il tulipano non muore mai, ma si evolve, infatti la Temperanza che incontreremo più avanti, gli impedirà di inaridirsi.
Un sguardo attento dobbiamo rivolgerlo a ciò che stringono le sue mani. Nella mano sinistra regge il globo del mondo, la dominazione universale, in quella destra uno scettro compatto, simbolo di un potere iniziatico e magico, corrisponde a ciò che immutabile e riesce a dominare grazie alla mezzaluna tutto ciò che instabile, capriccioso e lunatico. In cima termina con un fiordaliso e “..allude a una forza che emana dall’anima per elevarsi e espandersi nello stesso tempo.”
Egli non è un despota che impone il suo volere, ma si ispira a ideali sublimi di bontà e alla nobiltà d’animo, caratteristiche proprio dal fiordaliso.
Lo studioso Ryder-Waite lo raffigura con un’armatura di cavaliere medievale su cui porta una cotta rosso/bordeaux e un mantello violaceo. La sua imponenza è unica sul trono in pietra, un monumento vero e proprio, le quattro teste di ariete di cui è circondato richiamano la forza di Marte.
Anche qui nella mano sinistra, che rappresenta il lato femminile passivo, ha il globo: ciò indica che solo con la capacità femminile di amore può creare una sintesi tra spirito e materia e quindi governare a pieno.
Nella mano destra, lato maschile attivo, ha un’ankh egiziano simbolo del potere di altissimi dignitari dell’antico Egitto, emblema di Venere. Questa raffigurazione richiama ciò che i seri studiosi cercano di diffondere da secoli: solo unendo gli opposti si avrà la vera consapevolezza.
Le montagne sullo sfondo sono di diverso colore: giallo che raffigura la manifestazione dello spirito e dell’intelligenza e arancioni, come anche il cielo, che richiama la fiamma della passione e l’azione.
Il suo sguardo critico e attento indica la grande responsabilità a cui va incontro, una grande capacità di giudizio e una forte concentrazione.
Per Aleister Crowley questa è una delle più importanti carte alchemiche. Rappresenta infatti il matrimonio alchemico e il raggiungimento dell’ambita Pietra Filosofale. Ripercorrendo ciò che raffigurano le carte precedenti capiamo il perchè:
– la carta II (La Papessa) rappresenta il Mercurio;
– la carta III (L’Imperatrice) rappresenta il Sale;
– la carta IV (L’Imperatore) rappresenta lo Zolfo.
Questi tre elementi sono la triade alchemica, dalla loro unione si ha il Matrimonio Alchemico.
Se seguiamo le linee che formano le braccia e la testa del protagonista osserviamo che formano un triangolo con il vertice verso l’alto. La posizione delle sue gambe incrociate rappresentano la Croce che richiama anche il simbolo dello Zolfo.
La simbologia di tutta la carta ritrae l’energia maschile dell’Universo, l’azione creativa, l’iniziativa di tutto l’Essere.
Il suo operare e agire, se non equilibrati, possono diventare violenti, fino ad arrivare a bruciare e distruggere. L’Imperatore ci invita quindi a bilanciare le forze in modo giusto ed efficace. Le figure degli arieti che compaiono all’interno del disegno sono il simbolo delle potenti forze naturali.
Questa carta muove ogni cosa secondo Crowley perché è al di sotto dell’Abisso.
Gli oggetti tra le sue mani sono uno scettro e un globo sormontato da una croce di malta vogliono rappresentare che l’energia ha raggiunto uno sbocco favorevole e che il suo governo è stato stabilito.

Simbologia del numero Quattro

Il 4 è simbolo del mondo dominato dalla materia ma è anche il richiamo ai quattro elementi della Creazione e ai quattro stati della materia (solido, liquido, gassoso, in combustione).
La figura geometrica naturalmente è il quadrato, l’unione di 4 linee di pari lunghezza che vanno a formare un poligono con quattro lati e angoli congruenti. Figura quella del quadrato che ritroviamo anche come base della piramide, forma che allontanandosi poi dalla terra evolve verso il cielo richiamando altre forme geometriche.

Interpretazione della carta

Con la carta III, L’Imperatrice, è iniziata l’azione che si concluderà con la realizzazione materiale del Regno dell’Imperatore.
Si raggiunge finalmente una luce interiore necessaria per proseguire il proprio cammino grazie a una giusta concentrazione di pensiero e di volontà, di energia, di calcolo, di deduzione e di positivismo.
L’Imperatore è il Guerriero interiore, ha Volontà, Potenza, voglia di realizzazione ma anche qualità come l’equità, il rigore e la tenacia.
Ci invita a concentrarci all’agire, a lasciare estremismi e ad esplorare il terreno in cui i contrari si scontrano.
All’opposto: ostacoli che incontreremo lungo il cammino su cui dovremo lavorare o una realizzazione ritardata.

Conclusione

La prima nascita fisica dell’uomo è insufficiente e inadeguata poiché egli deve nascere una seconda volta. E’ necessario il passaggio da uno stadio imperfetto ed embrionale a uno stadio perfetto e adulto. La vita umana diviene piena e vera attraverso una serie di riti di passaggio e iniziazioni successive.
Tutte le tradizioni religiose indicano questo passaggio dallo stato di vita comune a quello di consapevolezza in cui è necessario attraversare una porta stretta o un ponte pericolante.
“Stretta è la Porta e angusto il cammino che porta alla Vita e pochi lo trovano” (Matteo 8, 14).
Si diviene Uomo completo superando l’umanità naturale.
Ripercorrendo i primi 4 arcani:
– nell’Uno (Il Mago): Tutto è nel Tutto, confuso e senza distinzione;
– nel Due (La Papessa): L’azione si esercita nell’infinito e non si percepisce materialmente nulla;
– nel Tre (L’Imperatrice): La Luce appare nello spirito e finalmente la direzione da seguire per raggiungere il successo è chiara;
– in questa carta L’Imperatore è colui che fa e si adopera per raggiungere la meta, mantenerla ed espandere il proprio impero.

L’Imperatore ha in sé il fuoco vitale, è coraggioso e consapevole di ciò che gli spetta di diritto. Conquista ciò che desidera e con successo. E’ concentrato sull’azione, non si lascia influenzare dagli altri, è ostinato e calcolatore nel raggiungere i suoi obiettivi.
Rappresenta anche un protettore paterno e saggio che è al nostro fianco.
Con questo personaggio il nostro cammino sta andando nella giusta direzione per un miglioramento personale e di riscoperta della nostra coscienza.

Bibliografia:

Dogma dell’Alta Magia, di Eliphas Levi
Enciclopedia dei Simboli, Hans Biedermann, Garzanti Editore;
Esegesi sui Tarocchi, di Leonardo Scotto Di Fraca;
I numeri sacri della tradizione di Arturo Reghini
Il gioco dei tarocchi, di Antoine Court de Gebelin
Il Tarocco, il simbolo, gli arcani, la divinazione, di Joseph Maxwell;
Il tarocco egizio, di Aleister Crowley;
I tarocchi, di Oswald Wirth;
Simboli della scienza sacra, di René Guénon;
Storia della Magia, Eliphas Levi, Edizioni Atanòr;
Tecniche dell’unione e del Risveglio, di Umberto Di Grazia.

Marisa Menna

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