di Marisa Menna

Il Papa è l’ultima carta del primo gruppo di Arcani. Il Papa è chiamato anche il Gran Sacerdote e il Gran Gerofante o Ierofante. Quest’ultimo nell’antica Grecia era il sacerdote supremo, il capo di tutti gli iniziati addetto ai misteri eluisini e a cui spettava il compito di spiegare e interpretare la dottrina e di mostrare gli oggetti sacri durante i riti iniziatici. Rappresenta quindi colui che ha conoscenza del sacro e lo mostra.
La tradizione ci racconta che anche Mosè era uno Ierofante e insieme ai suoi Maestri tramandavano la conoscenza occulta. I possessori della Dottrina Segreta si definivano Figli del Drago.
Non a caso all’entrata dello splendido Duomo di Siena sul pavimento troviamo ad accoglierci Ermete Trismegisto (il tre volte grande) il dio Thot Egizio, il Mercurio greco, Hermes per i Romani, autore della Tavola Smeraldina che racchiude i ‘segreti’ della Natura e che simboleggia l’inizio della conoscenza del mondo antico. A lui si fa risalire un trattato chiamato “Corpus Hermeticum”, in realtà collocabile tra il II e il III sec.d.C.(ma ritenuto molto più antico), composto da 14 trattati che vennero diffusi in Europa grazie alla loro traduzione ad opera di Marsilio Ficino negli anni 1463-64.
Sotto la sua figura troviamo scritto sul cartiglio HERMIS MERCURIUS TRIMEGISTUS CONTEMPORANEUS MOYSI’ (Ermete Mercurio Trismegisto, contemporaneo di Mosè). Il sapiente egiziano, la cui dottrina venne divulgata e studiata nel periodo umanistico, si appoggia a una tabella che posa su due sfingi, e affida un volume a due figure sulla sua destra, che lo ricevono in atto di deferenza. Sulle pagine del volume è scritto “Suscipite o licteras et leges Egiptii”. E’ un chiaro riferimento all’Egitto, sede dell’antica Sapienza che viene affidata alle genti dell’Oriente e dell’Occidente.

Tornando alla nostra carta, nella raffigurazione troviamo il Gran Sacerdote seduto intento a illustrare la sua dottrina ai due suoi apprendisti, vestiti di colori opposti, inginocchiati ai suoi piedi e con differenti modi di accogliere gli insegnamenti.
L’espressione cupa dell’Imperatore lascia spazio allo sguardo dolce e comprensivo del Papa per le debolezze umane.

Simbologia della carta

Il Papa è un grande osservatore e la sua età gli permette di comprendere qualunque cosa. Le sue passioni hanno lasciato spazio all’intelligenza e alla lucidità per risolvere problemi articolati.
Crea il dogma, decreta i principi fondamentali e formula l’insegnamento religioso che i credenti dovranno rispettare e comprendere.
I due credenti inginocchiati sono simili ma differenti e lo notiamo dal colore abiti e i loro capelli che sono orientati in modo diverso rispetto all’altro, quello di sinistra la Via secca, la via dello studio e della fatica; quello di destra la Via Umida, quella della ricezione immediata e della rivelazione.
Il Papa è vestito di blu come la notte e il mistero: è il governatore dei misteri.
Il mantello è rosso come il fuoco sacro, il bordo è giallo per indicare lo spirito vivo.
La tiara ha una corona di tre rosoni rossi di forza creatrice e generatrice: la prima simboleggia la padronanza del culto liturgico, la seconda è simbolo della conoscenza integrale della legge divina, la terza della padronanza della verità.
La barba e i capelli bianchi esprimono la spiritualità della sua essenza profonda senza confini temporali, i nastri rossi nei capelli indicano che si tratta di una purezza attiva. E’ il Maestro che accoglie chi è seriamente motivato a ricevere l’antica saggezza.
Il segno dell’assenso mistico di iniziazione lo da con la mano destra nuda per rappresentare che un fatto così importante e profondamente spirituale non ha bisogno di istituzionalità ma deve essere pratico e genuino.
Sulla mano sinistra porta il guanto bianco che ha un simbolo alchemico e potrebbe essere quello dell’aceto mercuriale che discendeva dal cielo sulla terra e saliva nuovamente in cielo dopo aver consentito la trasmutazione alchemica. Con la stessa mano regge la croce del triregno.
Il triregno simboleggia il dominio sui quattro elementi Aria/Terra/Acqua/Fuoco. Le tre anse della croce rappresentano lo spirito, l’anima e il corpo.
Il Papa è il solo che consente all’iniziato di passare oltre le porte del tempio della quinta dimensione oltre la quarta. Ha il dovere di rendere accessibili e semplici le verità più alte.
Ha una croce su ogni mano segno il suo modo di agire è sacro e disinteressato.
Sorveglia e governa il movimento senza partecipare di persona. Aristotele diceva “Ne è il motore immobile”.
Sotto i panni del Papa c’è Hermes, Ermete Trismegisto, il tre volte grande, incarnatosi sotto le spoglie di Mosè.

Nella versione riformulata di Oswald Wirth troviamo i tre colori ermetici rosso, verde e giallo.
I due fedeli inginocchiati rappresentano il progressista e il tradizionalista,
Veste in azzurro e color porpora, colori dell’alto sacerdozio. I guanti sono bianchi per esprimere purezza d’azione. La croce sui guanti è azzurra sui per esprimere anima e fedeltà.
I due montanti del trono ricordano le colonne del tempio di Salomone Jakin e Boaz, il loro colore è verdi per indicare che la tradizione deve rimanere viva e fedele a se stessa.
La sua triplice croce termina con sette punte che costituiscono le sette cause seconde che reggono il mondo. Sette è il numero dell’armonia, sette sono le note musicali che l’uomo deve far risuonare dentro di se per risvegliarsi.
Il Papa illustra il suo insegnamento religioso ai due personaggi inginocchiati davanti al suo trono, Wirth ci fa notare che: uno tende le braccia e alza la testa come per dire “ho compreso”; l’altro china la fronte sulle mani giunte e accetta il dogma con umiltà convinto della propria incompetenza in materia spirituale.
“Il primo è attivo nel campo della fede, si preoccupa di ciò che è credibile e non accetta ciecamente la dottrina insegnata. Tuttavia non osa rompere con la credenza generale e si sforza di adattarla alle luci del proprio spirito. In questo modo si sviluppa una fede più ampia, di cui l’autorità dogmatica dovrebbe tener conto, per estendere progressivamente l’insegnamento tradizionale. Coloro che governano le chiese, purtroppo, temono i credenti avidi di luce, perché preferiscono i fedeli sottomessi e disciplinati, disposti a inchinarsi passivamente, senza riserve.”
Uno è vestito di rosso (attività) e l’altro di nero (sottomissione, ricettività). Presi separatamente la fede ne risente, perdendo la sua vitalità e di conseguenza il suo perfetto equilibrio.
Il calore della saggezza illumina la via come i raggi di una stella.
Fa corrispondere questo arcano al segno zodiacale dell’Ariete segno di fuoco e esaltazione del Sole.

Egli occupa il quinto posto nella scala dei tarocchi e segna la seguente progressione:
I Il Bagatto: il punto matematico senza dimensioni;
II La Papessa: La linea di una dimensione;
III L’Imperatrice: La superficie a due dimensione;
IV L’Imperatore: Il solido a tre dimensioni(cubo);
V Il Papa: Il contenuto della forma, la quintessenza concepibile e impercettibile.

Tutto è divino perché Dio è Uno.

Nel mazzo di carte di Ryder-Waite troviamo alle spalle dello Ierofante le due colonne dell’Albero della Vita della Cabala: una è la legge e l’altra la facoltà di ubbidire e disobbedire.
Per simboleggiare il matrimonio mistico i due sacerdoti indossano abiti uno con sfondo di gigli bianchi e l’altro uno sfondo di rose del desiderio.
In cima alla tiara c’è la lettera W che significa unione tra Dio e l’uomo attraverso la voce interiore. La sua missione è unire gli opposti apparenti.
Egli non si isola e non attende, tenta tutte le vie possibili per comunicare il suo verbo.
Ogni gesto che compie acquisisce la dignità del sacro.
Alejandro Jodorowksy immaginando se il Papa potesse parlare gli fa pronunciare le seguenti parole: “Per trasformarmi nel luogo dove transita la volontà divina ho imparato a sgomberare da ogni ostacolo anche quello lasciato dalle mie stesse tracce, i sentieri della mia comunicazione. Allontano dalla mia bocca qualunque parola che mi appartenga, sommergo il mio cuore nella pace e nell’assenza di desideri per lasciare posto unicamente al suo amore, ed elimino dalla mia volontà perfino la volontà di eliminare la volontà. In me esiste lo stesso ordine che c’è nell’universo.”
Chiunque entri quindi nella sua anima potrà proseguire fino alla fine dei tempi.

Per riprendere il discorso di Ermete Trismegisto nella Tavola smeraldina XII “La chiave della profezia” possiamo leggere:
“Presta ascolto, o uomo, alle parole della mia saggezza, presta ascolto alla voce di Thoth, l’Atlantideo. Io ho conquistato la legge dello Spazio-Tempo. Ho acquisito la conoscenza del futuro del tempo. Io so che l’uomo nel suo tragitto attraverso lo spazio-tempo potrà essere Uno con il Tutto. Sappi, o uomo, tutto il futuro è un libro aperto per chi sa leggere…
Lontano nel futuro io vedo gli uomini come i nati dalla Luce, liberi dall’oscurità che incatena l’Anima, viventi nella Luce senza i gioghi dell’oscurità che nascono la Luce che è luce della loro Anima…Grande è la lotta fra la Luce e l’oscurità, antica e pure sempre nuova. Eppure, so che un tempo, in un lontano futuro, tutto sarà Luce e l’Oscurità cadrà…
Si, figli miei, siete cresciuti da uno stato che era di poco superiore a quello delle bestie, finchè ora voi siete i più grandi fra gli uomini. Eppure prima vi erano altri più grandi di voi. Eppure io vi ho narrato come altri prima di voi sono caduti. Così anche voi finirete. E sopra la terra dove ora io insegno, abiteranno dei barbari e faranno tramontare la Luce. L’antica saggezza verrà dimenticata, tuttavia essa sempre vivrà nascosta agli uomini…
Quando gli uomini conquisteranno il nuovo oceano e voleranno nell’aria con ali di uccelli; quando egli avrà imparato ad imbrigliare la luce, allora inizierà il tempo della guerra. Grande sarà la battaglia di entrambe le forze, grande sarà la battaglia fra l’oscurità e la Luce..
Si, in un tempo che deve ancora nascere, Tutto sarà Uno e Uno sarà Tutto. L’uomo, una fiamma perfetta di questo Cosmo, si muoverà avanti, verso un posto nelle stelle…
Mantenete sempre i vostri occhi su sentiero della saggezza. Mantenete sempre la Luce come vostra meta. Non lasciate catturare la vostra anima dalla schiavitù dell’oscurità..
Sorvegliate i segreti che ho nascosto tra di voi. Non lasciate che la saggezza sia gettata ai barbari. Dovrà essere tenuta segreta per coloro che cercano la Luce. Prendete la mia strada e seguite la Luce.”

Nel raffigurazione ricreata da Aleister Crowley in cima alla carta dello Ierofante troviamo nove chiodi che servono a fissare la finestra dietro la figura principale dove troviamo il simbolo dei Rosacroce.
E’ circondato da elefanti e tori e intorno a lui, ai quattro angoli, sono disposti i quattro cherubini che sono i guardiani di ogni tempio.
La lama racconta gli effetti e il risultato del matrimonio alchemico.
Il compito principale del protagonista è quello di unire il microcosmo, non a caso al centro del papa sul suo cuore troviamo un pentagramma con un bambino danzante, con il macrocosmo, rappresentato dall’esagramma che compare nella quasi totalità della carta.
Lo sfondo dell’intera carta è il blu, come la notte da cui nacquero tutti i fenomeni, in cui tutto trovò origine.
Lo associa al segno zodiacale del Toro governato da Venere, è la Terra nella sua forma più potente e equilibrata.
Davanti a lui una donna munita da spada e con una falce di luna in mano richiama proprio Venere che protegge la sua essenza.
Il suo Bastone ha tre anelli intrecciati e rappresentano i tre Eoni: Iside, Osiride e Horus.

Simbologia del numero Cinque

Il numero Cinque è il numero dell’uomo che media tra Dio e l’Universo. La figura umana si scrive nel pentagramma perché la testa domina i quattro arti come lo spirito domina il Quaternario degli elementi: l’Uomo vitruviano di Leonardo.
E’ la stella del Microcosmo.
Il Cinque richiama i cinque pianeti visibili, i livelli dell’anima (Nefesh, Ruach, Neshamà, Chayà Yechidà), i libri della Torà (Pentateuco) e il numero dell’auto-espressione.

Interpretazione della carta

Deve governare opponendo le tendenze innate dell’uomo per equilibrarle e non far degenerare nel vizio; si siamo abbandonati a noi stessi cadiamo sotto il gioco dei sette peccati capitali.
L’interpretazione della carta è la seguente: affermazione, realizzazione spirituale, uomo di scienza, avvocato e medico. Generosità, forza morale, ispirazione. Legge morale. Sostanza che riempie lo spazio illimitato. Modestia, discrezione. Scienza sacra. Dovere, Moralità, Coscienza , rispettabilità dell’insegnamento.
All’opposto negazione, cecità intellettuali, maestro non illuminato.

Conclusione

Più una forza è nobile come questa carta e meno può essere utilizzata arbitrariamente, tutto è gerarchizzato; il diritto di comandare comporta responsabilità.
Se noi pretendiamo di esercitarlo a nostro capriccio ci verrà revocato. Bisogna agire in virtù di un ordine venuto dall’alto perché per essere obbediti bisogna obbedire e far rientrare il tutto nell’Unità delle cose.
Mantiene desta la coscienza per far regnare sulla terra l’ordine, la giustizia e la generosità.
E’ necessario istruirsi e ascoltare gli altri e ascoltare sopratutto ciò che parla dentro di noi, la nostra parte profonda.
Meditare quindi per comprendere.
E’ il punto d’incontro degli opposti, il centro della croce tra l’alto e il basso, la destra e la sinistra e quindi un luogo di circolazione tra i diversi poli che possono comunicare attraverso di lui.
A differenza della Papessa il Papa agisce nel mondo, utilizza il tempio terreno per comunicare in pubblico le sue esperienze con il divino.

Bibliografia:

Dizionario dei Simboli dei Miti e delle Credenze, Corinne Morel, Giunti Editore;
Dogma dell’Alta Magia, di Eliphas Levi
Enciclopedia dei Simboli, Hans Biedermann, Garzanti Editore;
Esegesi sui Tarocchi, di Leonardo Scotto Di Fraca;
Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P. D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini Editore;
I numeri sacri della tradizione, di Arturo Reghini;
Il gioco dei tarocchi, di Antoine Court de Gebelin;
Il Tarocco, il simbolo, gli arcani, la divinazione, di Joseph Maxwell;
Il tarocco egizio, di Aleister Crowley;
I tarocchi, di Oswald Wirth;
Il castello dei destini incrociati, Italo Calvino, Oscar Mondadori;
Il Simbolismo Ermetico, Oswald Wirth, Edizioni Mediterranee;
Introduzione allo studio del tarot, di Paul Foster Case;
La Via dei Tarocchi, Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa, Feltrinelli Editore;
Simboli della scienza sacra, di René Guénon;
Storia della Magia, Eliphas Levi, Edizioni Atanòr;
Tarocchi, A.E.Waite, Lo Scarabeo;
Tavole Smeraldine di Thot;
Tecniche dell’unione e del Risveglio®, di Umberto Di Grazia.


Leggi anche:

Tarocchi, I – Il Mago
Tarocchi, II – La Papessa
Tarocchi, III – L’Imperatrice
Tarocchi, IV – L’Imperatore

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