Turms l’Etrusco


Turms l’etrusco di Mika Waltari

Nato ad Efeso, nella Grecia sconvolta dalle guerre con i Persiani, il giovane Lars Turms viene spinto da presagi divini a partire in cerca delle proprie origini. È l’inizio di un lungo viaggio che lo porterà prima in Sicilia – dove incontrerà la bella e crudele sacerdotessa di Afrodite – quindi in una Roma agli albori della propria potenza, e infine in Etruria, dove compirà il proprio destino.

In questo classico del romanzo storico, l’autore di Sinuhe l’egiziano non ci dà solo una descrizione dettagliata del mondo antico, ma anche una potente immagine delle forze che lo animavano. Turms si muove in un tempo impregnato di sacro e sensualità, dove le manifestazioni del soprannaturale convivono con le difficoltà del quotidiano. Per questo, il suo è anche il romanzo degli Etruschi, il più misterioso tra i popoli che hanno abitato il Mediterraneo e l’origine oscura della nostra civiltà. Per la stesura di questo romanzo, Waltari soggiornò più volte nell’alto Lazio, e fu forse una statua di Venere custodita nel museo di Orvieto a fornirgli l’ispirazione decisiva per portare a termine libro.

Ma in Turms l’etrusco la scrittura avvolgente e ricca di suggestioni di Waltari non si limita a trasportarci nell’altrove del mondo antico, dà forma a desideri e timori profondi che sono anche quelli dell’uomo contemporaneo.