di MARILYNN MARCHIONE – Medical Writer, Associated Press

San Antonio.
Un test genetico, già in vendita, riesce a diagnosticare quali pazienti con il cancro al seno possono trarre beneficio dalla chemioterapia e quali no, dando alle donne uno strumento potente per aiutarle a decidere se vogliono sottoporsi a questa terapia o meno.

La prova potrebbe aiutare approssimativamente 80000 donne all’anno a fare scelte migliori sul modo di trattare la loro malattia. La metà di loro potrebbe superare senza problemi la chemioterapia. La scoperta è stata pubblicata anche on-line dal New England Journal of Medicine.
La maggior parte di casi di cancro al seno che non ha fatto comparire linfonodi non dovranno ricorrere alla chirurgia, ma i dottori non hanno alcun modo per diagnosticarlo con certezza e si limitano a indovinare, basandosi sulla grandezza del un tumore e l’età della donna. I medici sanno che stanno facendo molta chemioterapia a donne che non ne hanno bisogno.
Il nuovo test fatto dalla California Genomic Health, si basa sull’attività di 21 geni per classificare le donne in base ad un alto o medio rischio di ricorrenza. Con questo ultimo studio, i medici hanno esteso le ricerca per dimostrare che la chemioterapia aiuta molte donne ad alto rischio e che non serve affatto per altre a basso rischio. Lo studio è stato fatto su 651 donne con cancro in fase incipiente al seno, alle quali non sono comparsi linfonodi, curate con degli estrogeni-situazione incontrata nella metà dei casi che si trovano negli Stati Uniti.
Attualmente la chemioterapia è raccomandata quasi a tutti questi casi. Da certi studi risulta che alcune donne che fanno chemioterapia prendono anche il tamoxifen; il resto prendono solo tamoxifen.
Fra le donne classificate ad alto rischio con il test genetico, l’88% di quelle che hanno fatto chemioterapia hanno vissuto 10 anni senza che il loro cancro si distribuisse alle altre parti del corpo, contro il 60% di quelle che hanno presero solo il tamoxifen.
Nel caso delle donne a basso rischio non ci sono state differenze notevoli- approssimativamente per il 95% di loro il cancro non si era espanso. La chemioterapia non è cosi estenuante come era tempo fa, quando causava spesso perdita dei capelli e nausea. Eliminare la chemioterapia non necessaria aiuterà molte donne ad evitare la sterilità in seguito ai trattamenti. Il test è costoso – 3.460$ – ma lo è anche la chemioterapia che costa 37.000$ o di più, in base ai farmaci utilizzati e alla lunghezza del trattamento.
Nell’editoriale New England Journal, Drs. Robert Bast and Gabriel Hortobagyi dell’University of Texas’ M.D. Anderson Cancer Center, hanno definito questo studio “un lavoro eccitante in progresso” che avrà bisogno di evolvere di pari passo con l’entrata in uso su larga scala di nuovi farmaci per il cancro al seno come gli inibitori di aromatase.
Genomic Health, che ha finanziato la ricerca, è l’unico produttore autorizzato negli Stati Uniti. Un test prodotto da ricercatori olandesi, sarà disponibile a gennaio, sebbene i medici dicono che è tecnicamente più difficile da usare e ha non ha ancora dimostrato a sufficienza che può diagnosticare la risposta dell’organismo alla chemioterapia.

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