Cerimonia nella necropoli etrusca, una targa su una quercia a Castel d’Asso per ricordare Hayden.

Presente il gruppo di “Intento Terapeutico” che l’ha assistita da oltreoceano

Di Giuseppe Rescifina

Tratto dal “Corriere di Viterbo” del 13 maggio 2002

VITERBO: “In memory of Hayden Schwartz, beloved wife of Stephan, and a friend of trees everywhere (14.11.1941 – 29.1.02). She brought life and harmony wherever she was. Planted by the italian friends she cherished. Stephan”.

Questa targa, con la traduzione in italiano (“In memoria di Hayden Schwartz, amata moglie di Stephan e amica degli alberi di ogni luogo. Portò vita e armomia ovunque fosse. Piantato dagli amici italiani che lei amava. Stephan”) è da ieri mattina sul tronco di una grande quercia posta all’ingresso della necropoli etrusca di Castel d’Asso. L’ha voluta Stephan Schwartz, che ieri mattina, trattenuto per impegni di studi in un congresso di scienziati, ha delegato la giornalista italoamericana Paola Harris a rappresentarlo nella cerimonia organizzata dagli amici dell’Istituto di Ricerca della Coscienza di Roma.

L’Istituto è diretto da Umberto Di Grazia che, attraverso una serie di collegamenti fluidopsichici ha aiutato Hayden, a distanza, a sopportare la malattia, un cancro.

La donna è morta nel mese di gennaio di quest’anno e prima di andarsene per sempre, ha chiesto di venire ricordata nella terra misteriosa degli Etruschi con una targa affissa su un albero piantato a Castel D’Asso. Non aveva mai compiuto viaggi in Italia, ma il marito le aveva raccontato di questa terra e delle sue bellezze, del mondo misterioso degli Etruschi e dell’incantesimo delle necropoli, luoghi che l’antico popolo sceglieva per “celebrare” i propri defunti. Tra qualche mese un cippo in peperino, offerto dagli “Amici dei Monumenti” di Viterbo, sarà collocato nei pressi della quercia e conterrà la targa. Stephan sarà presente.

Alla cerimonia di ieri mattina hanno preso parte molti componenti dell’IRC ed in particolare il gruppo di “Intento Terapeutico” che è stato a diretto contatto con Hayden Schwartz aiutandola a sopportare le sofferenze del male. Per il Comune, che ha accettato di far collocare la targa a Castel D’Asso, era presente il vice sindaco, Giovanni Arena, che nel suo breve intervento ha ricordato la vicenda e ringraziato simbolicamente Stephan Schwarz per avere scelto questo luogo.

Hayden è stata “salutata” dal gruppo di Intento Terapeutico con brevissime ma sentitissime frasi.

Umberto Di Grazia, che è viterbese, si è dichiarato commosso per la scelta del suo amico americano e ha ringraziato Viterbo, “città incantevole per le sue bellezze monumentali e naturali”. Una cerimonia semplice quella di ieri mattina, ma certamente piena di significato. “C’è una legge – è stato detto – secondo la quale bisognerebbe piantare un albero per ogni bambino che nasce. E’ l’albero che ricorda la vita perenne, il rifecondarsi della natura. Qui abbiamo un albero che ricorda una donna che, seppure da lontano, ha amato questa terra. Hayden adesso è in quest’albero di Castel D’Asso.

Commossa anche Paola Harris, la giornalista italoamericana che ha accettato di essere a Viterbo per rappresentare Stephan.

Sotto:
L’articolo pubblicato il 13 maggio 2002 sul “Corriere di Viterbo”

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