dallo SchwartzReport del 12 novembre 2010

Traduzione a cura di Erica Dellago e Clea Nardi

Un’altra spiegazione del perché la meditazione, nella quale il praticante apprende un metodo per concentrare la propria intenzione e consapevolezza, induce un senso di pace e felicità.

Università di Harvard

CAMBRIDGE, Massachusetts – Le persone spendono il 46,9 percento delle proprie ore di veglia pensando a qualcosa di diverso da quello che stanno facendo, e questo viaggiare della mente in genere le rende infelici.
Così afferma uno studio che, utilizzando un’applicazione web per iPhone, ha raccolto 250.000 dati su pensieri, sentimenti e azioni di soggetti coinvolti nelle attività quotidiane della loro vita.

La ricerca, condotta dagli psicologi Matthew A. Killingsworth e Daniel T. Gilbert dell’Università di Harvard, viene riportata questa settimana sulla rivista Science.

“La mente umana è una mente viaggiante, e una mente viaggiante è una mente infelice”, scrivono Killingsworth e Gilbert. “La capacità di pensare a ciò che non sta accadendo è un conseguimento cognitivo che comporta un prezzo emotivo”.

Contrariamente agli altri animali, gli esseri umani trascorrono molto tempo non pensando a quello che succede intorno a loro: riflettendo su eventi del passato, che potrebbero accadere nel futuro, oppure su ciò che potrebbe non verificarsi affatto. Di fatto, quella errante sembra essere la modalità predefinita di funzionamento del cervello umano.

Per monitorare questo comportamento, Killingsworth ha sviluppato un’applicazione web per iPhone che ha contattato 2.250 volontari ad intervalli casuali, chiedendo loro quanto erano felici, cosa stavano facendo in quel momento, e se stavano pensando all’attività in corso o a qualcos’altro di piacevole, neutro, o sgradevole.

I soggetti potevano scegliere tra 22 attività, come camminare, mangiare, fare shopping, e guardare la televisione. In media, gli intervistati hanno riferito che la loro mente vagava per il 46,9 percento del tempo, e non meno del 30 percento nel corso di qualsiasi attività, ad eccezione del fare l’amore.

“Il viaggiare della mente sembra onnipresente in tutto ciò che facciamo”, dice Killingsworth, dottorando in psicologia ad Harvard. “Questo studio dimostra che la nostra vita mentale è pervasa, in misura notevole, dal non-presente.”

Killingsworth e Gilbert, professore di psicologia ad Harvard, hanno scoperto che le persone erano al massimo della felicità quando facevano l’amore, attività fisica, o erano coinvolte in una conversazione. Lo erano meno mentre si trovavano al lavoro, riposavano, o usavano un computer a casa.

“La mente-errante è un eccellente rilevatore della felicità delle persone”, dice Killingsworth. “In effetti, il fatto che spesso le nostre menti lascino il presente e dove tendano ad andare è un indicatore più efficace della nostra felicità rispetto alle stesse attività in cui siamo impegnati”.

I ricercatori hanno stimato che solo il 4,6 percento del piacere di una persona in un dato momento era attribuibile all’attività specifica in corso, mentre la mente in stato viaggiante ne rappresentava ben il 10,8.

L’analisi dello scarto temporale condotta dai ricercatori ha suggerito che il viaggiare della mente dei soggetti era generalmente la causa, non la conseguenza, della loro infelicità.

“Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità deve essere ricercata nel vivere il momento, e ai praticanti viene insegnato il controllo sulla mente-errante e a vivere nel “qui ed ora,” segnalano Killingsworth e Gilbert su Science.
“Queste tradizioni suggeriscono che una mente viaggiante è una mente infelice.”

Questa nuova ricerca, dicono gli autori, conferma che queste tradizioni sono giuste.

I 2.250 soggetti di questo studio di Killingsworth e Gilbert avevano un’età compresa tra i 18 e gli 88 anni, e rappresentavano una vasta gamma di contesti socio-economici e professioni. Il settantaquattro percento dei partecipanti allo studio era americano.

Più di 5.000 persone stanno ora utilizzando l’applicazione web per iPhone sviluppata dai ricercatori per studiare la felicità, che potete trovare su www.trackyourhappiness.org.

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