Timori per la diffusione di un ulteriore strumento di sorveglianza. La Food and Drug Administration dà l’ok alla vendita negli States. In Italia uno studio sull’opportunità dell’utilizzo.

NEW YORK – Microchip impiantati sottopelle e contenenti preziose informazioni sulla salute. La Food and Drug Administration, ente statunitense per il controllo di alimenti e farmaci, ha dato il suo permesso alla vendita dei microchip VeriChip, prodotti in Florida dalla Applied Digital Solution, e al loro impiego in campo medico. «Il dispositivo», sostiene l’azienda di Delray Beach, Florida, «potrebbe salvare vite umane». Grazie alla sua flessibilità, nel chip possono essere archiviati dati di ogni genere quali patologie, allergie e cure intraprese.

UN GRANELLO DI RISO – VeriChip è grande quanto un granello di riso e viene inserito sotto la pelle del braccio o della mano con una siringa. Non contiene dati, ma soltanto un numero. Una cifra personale che permette ai dottori di identificare la persona e risalire alla scheda medica che contiene tutti i dati su diagnosi, malattie e trattamenti di cura. Pazienti con patologie gravi o croniche sarebbero quindi i primi utilizzatori del chip. Unica condizione: che pronto soccorsi e reparti d’emergenza si dotino degli appositi lettori di microchip. Risultato, secondo l’azienda statunitense: diagnosi più veloci, vite salvate e riduzione del rischio di errori nella somministrazione di farmaci.

TIMORI – L’apertura della Food and Drug Administration verso l’utilizzo di un dispositivo considerato invasivo non placa però i timori e la diffusa resistenza all’utilizzo di un oggetto che evoca scenari cupamente orwelliani. Controllo e invasione della privacy sono tasti delicati e l’uso per scopi medici del microchip potrebbe essere solo l’inizio della diffusione di un ulteriore strumento di «sorveglianza».

ANIMALI DOMESTICI – Circa un milione di animali domestici negli Usa hanno già il loro microchip: li hanno fatti installare i loro padroni per non perdere mai le tracce dei loro amici a quattro zampe. Per favorire l’utilizzo umano e medico del VeriChip negli USa la Applied Digital ha annunciato che fornirà gratis a più di 200 ospedali e istituti gli scanner per leggere i dispostivi sottocutanei.

IN ITALIA – Ma VeriChip ha già varcato i confini degli Stati Uniti. E’ approdato in Messico, dove, fa sapere la società distributrice Solusat, già mille persone vivono con il loro microchip sotto pelle. Nel paese centro americano VeriChip viene utilizzato anche dal procuratore generale della Repubblica Rafael Macedo de la Concha e dagli uomini che lavorano con lui: in questo caso non per motivi di salute ma per avere accesso ad una stanza dove sono nascosti documenti riservatissimi sul traffico di droga. Il dispositivo è arrivato anche in Europa. Un esclusivo locale di Barcellona ha dotato i clienti del microchip per evitare loro code all’entrata. In Italia è invece in corso una valutazione sull’opportunità del suo uso. A condurla è il dottor Giorgio Antonucci dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. «Stiamo cercando di capire – spiega Antonucci – se i medici ritengono utile l’uso del chip».
14 ottobre 2004

Tokio (Wireless Flash) – Le scuole in Giappone sono diventate le prime istituzioni che hanno adottato l’utilizzo umano dei microchips. Questo mese è iniziato nelle scuole giapponesi il test dei microchips con piccole antenne che gli studenti fissano ai loro zaini per segnalare agli ufficiali scolastici l’entrata o l’uscita degli studenti dal perimetro del campus. Gli ufficiali scolastici affermano che il 70% dei genitori approvarono questo test e agli studenti piace perché lo considerano “cool”.

LINK:

www.corriere.it

http://abcnews.go.com/Business/wireStory?id=162599

http://www.ncbuy.com/news/2004-09-29/1010710.html

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