IL PERCORSO DI VITERBO SOTTERRANEA

Viterbo sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Il percorso è completamente scavato nel tufo, una roccia vulcanica che caratterizza il paesaggio interno del viterbese.

L’origine dei cunicoli è antichissima. Stando ad alcune accreditate teorie, avanzate da studiosi ed archeologi, il primo taglio nel tufo risale ed epoche pre-etrusche. E nel periodo etrusco, poi medioevale, questi luoghi assunsero la conformazione attuale: alzati, allargati ed allungati, i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto.
I passaggi segreti e rituali servivano a mettere in comunicazione le strutture sacre nei primordi etruschi della nascente Surna, oggi Viterbo.

Nel medioevo, invece, alcune gallerie conducevano verso le uscite principali della città e assicuravano la via di fuga ai viterbesi in caso di pericolo o di assedio. Più recentemente i sotterranei vennero sfruttati dai briganti per i loro loschi affari e nel corso della seconda guerra mondiale furono usati come rifugi antiaerei durante i bombardamenti.

APERTO AL PUBBLICO RECENTEMENTE IL NUOVO AMMALIANTE PERCORSO SOTTERRANEO

Aperto al pubblico il nuovo spettacolare percorso di Viterbo Sotterranea. Ambienti di grande suggestione che ammaliano il visitatore.
Il percorso Sotterraneo emoziona e stupisce i visitatori non solo per la grandezza degli spazi, ma anche per la suggestione che gli stessi evocano grazie alla loro antica storia.
Dai cunicoli pre-etruschi a quelli medioevali, dai rifugi della seconda guerra mondiale allo “studiolo” realizzato all’epoca dai tombaroli, dai “butti” medioevali agli antichi passaggi pre-etruschi, fino ad arrivare in un ambiente di grande fascino: il più antico luogo di culto, sotterraneo, del centro storico. Il percorso inizia con una mostra permanente, unica nel suo genere, dove sono raccolte le foto della Viterbo di fine ottocento con una selezione fotografica dell’archivio di Valerio Giulianelli, scattate all’epoca dal fotografo e filantropo Ing. Lorenzo Tedeschi.
Il circuito ipogeo di Via Chigi fu scavato all’interno della più caratteristica formazione vulcanica dell’apparato di Vico: il Tufo rosso a scorie nere (Ignimbrite c). Il termine ignimbrite deriva dal greco: ignis (fuoco) e imbris (pioggia), e descrive le modalità di deposizione di questa particolare roccia che avviene attraverso imponenti colate piroclastiche, ovvero un flusso incandescente costituito da un insieme turbolento di gas e parti solide (pomici, lava, ceneri, lapilli) anche di dimensioni decimetriche. La famosa eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano è un esempio di colata piroclastica.
Nel nostro caso il deposito inimbritico ha avuto origine dal collasso del paleo-vulcano di Vico, un edificio imponente che si ergeva dove ora è il Lago omonimo, raggiungendo altezze di gran lunga maggiori dell’attuale Monte Fogliano e Poggio Nibbio, e che si estendeva sino a Castel d’Asso, alla periferia Sud di Viterbo. Questo evento esplosivo ebbe luogo tra 200 e 150 mila anni fa. Per questo il circuito ipogeo di Viterbo Sotterranea ci descrive un periodo geologico lungo migliaia di anni.

Tra i cunicoli presenti nella Viterbo Sotterranea, in particolare uno, grande e dalla forma perfettamente ovoidale, è secondo alcuni un’antica via rituale utilizzata per raggiungere aree sacre degli antichi luoghi pre-etruschi.

Visibile anche uno spettacolare cunicolo di epoca etrusca: in questo caso un antico corridoio legato al reperimento di acqua, probabilmente utilizzato per riti sacri sotterranei.

Il nuovo complesso monumentale di Viterbo Sotterranea si può visitare tutti i giorni con una visita guidata dedicata che conduce alla scoperta di questi magici luoghi, un viaggio nella storia lungo migliaia di anni.

Contatti per informazioni e notizie:

Tesori d’Etruria, Piazza della Morte, 1 Viterbo
338.8618856 – 0761.220851
email: [email protected]
www.tesoridietruria.it

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